Nuovo ospedale, i sindaci uniti: la Regione lo realizzi a Pozzitello

Menna, Magnacca e Marinucci raccolgono l’appello degli ex primi cittadini Lapenna e Tagliente Rucci (Cgil) chiede attenzione: «No ai campanilismi, si ragioni sulle reali necessità del territorio»
VASTO . Tutti uniti per un nuovo ospedale a Vasto. L’appello lanciato dagli ex sindaci Luciano Lapenna e Giuseppe Tagliente ha scatenato reazioni e commenti. Sostanzialmente sono tutti d’accordo, anche se restano molte perplessità. «Il nuovo ospedale va fatto a Pozzitello e senza perdere tempo», dice Francesco Menna. «Io sono pronto a salire sulle barricate per questo». È perplessa sulle motivazioni che hanno rimesso in discussione la localizzazione il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca. «Da sindaco posso comprendere le motivazioni che hanno spinto i colleghi dell’Unione del Sinello a proporre il nuovo ospedale a Casalbordino. Trovo tuttavia che il vero problema sia capire perché è stata rimessa in discussione l’individuazione di un sito già acquistato dalla Asl oltre 15 anni fa, pagato, destinato urbanisticamente e per il quale esiste già un progetto preliminare articolato e con molte relazioni. Comunque il governatore Marco Marsilio e l'assessore Nicoletta Verì hanno chiarito che verranno realizzati due nuovi ospedali, uno a Lanciano e un altro a Vasto. Trovo quindi kafkiano che un’intera comunità torni a dividersi mettendo in discussione scelte e risorse finanziarie. Credo invece occorra fare presto, muovendosi attraverso atti concreti per essere credibili al ministero. Andiamo avanti spediti», esorta Magnacca.
Filippo Marinucci, il sindaco di Casalbordino che con i colleghi di Villalfonsina, Scerni e Pollutri aveva proposto il nuovo sito di Casalbordino, è d’accordo sull’urgenza. «Sono contento perché la proposta dei sindaci dell’Unione del Sinello ha riacceso i riflettori sull’argomento e probabilmente farà da acceleratore. Per noi l’importante è che si faccia un nuovo ospedale e che sia facilmente raggiungibile grazie all’adeguamento della rete viaria». La sortita di Lapenna e Tagliente non è passata inosservata neppure ai sindacati. Giuseppe Rucci della Cgil Fp invoca tuttavia approfondimenti su altre questioni.
«Si discute di posti letto, unità operative o di eventuali accordi con Termoli», annota la segreteria provinciale della Cgil. «Nessuno parla di che tipo di ospedale si vuole. La Cgil Fp, che ha sempre avuto una posizione chiara sulla questione della nuova rete ospedaliera, ribadisce che al centro della discussione bisogna mettere il decreto 70 del 2015, che definisce gli standard qualitativi, strutturali e tecnologici, relativi all’assistenza ospedaliera. Il decreto prevede una classificazione degli ospedali e dei Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) legandoli al relativo bacino di utenza. Bisogna confrontarsi sulla localizzazione dell’ospedale, non con logiche campanilistiche, ma tenendo conto che il nosocomio serve un intero territorio e non una singola città. Il rischio concreto è che forse, dopo 21 anni che se ne parla, si riuscirà a costruire un ospedale a Vasto ma sarà di base, senza nessuna specialistica importante. Stesso discorso riguarda Lanciano. I conti sono facili da farsi. Un ospedale di primo livello deve avere un bacino d’utenza tra 150mila e 300mila abitanti; un ospedale di base ha bisogno di un bacino d’utenza tra 80mila e 150mila abitanti. Tutto il Vastese non va oltre i 105mila abitanti; il lancianese ne conta circa 115mila. Se è questo ciò che si vuole, si faccia pure, ma sicuramente non porterebbe nessun beneficio in termini di miglioramenti qualitativi e quantitativi per l’assistenza ai cittadini».
La Cgil Fp ritiene che ci sia bisogno di una operazione verità e che la Asl debba fare un piano per costruire un ospedale di primo livello a servizio dei territori di Vasto e Lanciano con le specialistiche e posti letto previsti dal decreto Lorenzin. «Per la localizzazione», aggiunge il sindacato, «i sindaci dei territori interessati sicuramente sapranno trovare il posto migliore dal punto di vista logistico».

