Operai, commercianti e ragazzi: ecco chi si riforniva di cocaina

Guardiagrele. Un 30enne al pusher: «Prendo lo stipendio dopodomani, mi fai lo stesso il favore?» Incontri ai semafori e nei luoghi pubblici per sfuggire ai controlli. Sconti per chi acquistava più dosi
CHIETI. Dall’operaio al commerciante, passando per i giovani disoccupati. È vasta la platea dei clienti (non indagati) che si rifornivano di cocaina, hashish e marijuana a Guardiagrele e nei paesi del circondario. A svelarlo è la maxi inchiesta dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti, conclusa all’alba di martedì con 4 arresti e 16 denunce. Le carte dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Giancarlo Ciani, ricostruiscono nel dettaglio i movimenti dei pusher e gli incontri con gli acquirenti. Pusher che, secondo l’accusa, facevano parte o erano collegati alla famiglia di origine rom degli Elisii. Un fenomeno, quello della diffusione di droga nei paesi pedemontani, che aveva raggiunto un livello di pericolosità tale da richiedere «una risposta di contenimento», come sottolineato dal giudice Luca De Ninis e dimostrato da oltre 150 episodi di cessione di stupefacente: a documentarli sono stati i militari del maggiore Massimo Capobianco e della tenente Maria Di Lena durante due anni di indagini con pedinamenti, intercettazioni telefoniche, sequestri e arresti in flagranza.
L’OPERAIO. C’è un giovane operaio di Casalincontrada tra i clienti di Stanislao Elisii, considerato «il pusher principale e abituale dell’area guardiese», che gestisce l’attività di spaccio «con protervia, mostrando affidamento anche sulla propria capacità di eludere i controlli di polizia». L’acquirente telefona allo spacciatore poco prima delle dieci di sera e gli chiede una dose, anche se in quel momento non ha soldi a disposizione: «Ti posso chiedere un favore? Che ora non sto messo tanto bene… Me lo puoi fare il favore, ripasso dopodomani che mi arriva lo stipendio». Inizialmente Elisii tergiversa, poi accetta precisando però che in quel momento non c’era e che sarebbe tornato dopo un’oretta, rimandando a una nuova chiamata. Poco prima di mezzanotte il cliente lo ricontatta e fissano l’appuntamento vicino a un negozio, «dove ci siamo visti l’altra volta». Il riferimento è a un precedente incontro, avuto alle tre di notte, quando l’operaio si era presentato a Stanislao come amico di una conoscente in comune.
IL COMMERCIANTE. Non solo ragazzi: tra i consumatori più assidui di cocaina compare anche un commerciante guardiese di 50 anni. In un primo momento, l’uomo si rifornisce dal gruppo familiare di Giancarlo Elisii: dalle intercettazioni spuntano trattative per il prezzo dello stupefacente. L’acquirente, infatti, chiede e ottiene uno sconto di 10 euro sulla seconda dose, pagando 70 euro per due dosi anziché 80. Nell’aprile del 2018, però, Giancarlo, il figlio Ivan e la moglie Giovina vengono arrestati per tentata estorsione. A questo punto, il commerciante si rivolge a Rocco Elisii, fratello di Giancarlo e Stanislao: il gip sottolinea che è privo di redditi documentabili, ma è comunque proprietario di una moto Harley Davidson di valore e utilizza una Jeep ultimo modello. Il commerciante rivolge al suo nuovo pusher richieste di veloci incontri in luoghi pubblici difficili da individuare: per l’accusa, la finalità è certamente la cessione di cocaina. In una circostanza, ad esempio, i due si accordano di vedersi «al semaforo». «E ià», dice il cliente per sollecitare il pusher a fare presto. (cr.ch.)

