Operaio muore a 56 anni nella sala bingo Antonio Macciocca, padre di tre figli, è stato stroncato da un malore davanti agli occhi della moglie. Sul posto la polizia

9 Giugno 2023

CHIETI. È morto nella sala bingo, sotto gli occhi della moglie. Non c’è stato niente da fare per Antonio Macciocca, 56 anni, operaio di Tocco da Casauria, padre di tre figli, stroncato da un malore....

CHIETI. È morto nella sala bingo, sotto gli occhi della moglie. Non c’è stato niente da fare per Antonio Macciocca, 56 anni, operaio di Tocco da Casauria, padre di tre figli, stroncato da un malore. La tragedia si è consumata ieri pomeriggio in via Aterno, a Brecciarola. I familiari hanno lamentato presunti ritardi nei soccorsi. Ma, in base ai primi accertamenti, non sono state riscontrate anomalie evidenti nei tempi di intervento da parte dell’ambulanza. Se oggi i parenti, come hanno annunciato, dovessero presentare una denuncia, la procura della Repubblica di Chieti aprirebbe un fascicolo come atto dovuto. Il corpo, su disposizione del pm di turno, è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata, in attesa di una decisione sull’autopsia.
In base a una prima ricostruzione, Macciocca stava giocando al Bingo Palace con la moglie Virginia Di Matteo, anche lei di 56 anni: all’improvviso, ha iniziato a sentirsi male. A quel punto la donna ha deciso di accompagnare il marito all’esterno, per portarlo in macchina all’ospedale. Dopo pochi istanti, quando ancora si trovava nella hall della sala bingo, l’uomo si è accasciato senza più riprendersi. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118, ma non c’è stato niente da fare. Sul luogo della tragedia sono arrivati anche i poliziotti della squadra volante, che hanno ascoltato il racconto dei testimoni.
Macciocca era impiegato da anni alla Imte di Manoppello, azienda che lavora l’acciaio. Era un appassionato di caccia e adorava trascorrere le serate in compagnia di amici e parenti. «È una notizia terribile per il nostro paese», dice Riziero Zaccagnini, sindaco di Tocco da Casauria. «Antonio amava le sue origini e dedicarsi ai terreni di contrada Marano, dove viveva da sempre. Non possiamo fare altro che stringerci ai suoi familiari».
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