Organico al completo a Diabetologia Stop alle lunghe attese

18 Gennaio 2019

Lanciano. Nuovo medico assegnato al Centro della Antenucci Arrivano anche i sensori che evitano le punture alle dita 

LANCIANO. Organico al completo, attivazione del Cup di secondo livello, dello screening delle complicanze con la costruzione del “percorso piede”, arrivo dei sensori per il controllo continuo della glicemia per i pazienti insulinotrattati. Va a gonfie vele l’attività del Centro diabetologico del Renzetti. Dopo mesi tribolati non c’è più la calca registrata nella sala di attesa dell’unità, non perché siano diminuiti i pazienti, piuttosto perchè l’organico dei medici è al completo. È arrivato il nuovo diabetologo, Marco Iezzi, da Avezzano, a dare man forte al collega Fiore Pelliccione e alla responsabile del servizio Daniela Antenucci. Con lui il centro ha potuto potenziare una serie di servizi per i pazienti. Sempre tanti, visto che ci sono oltre 350 prime visite l’anno, 6.500 utenti assistiti regolarmente e oltre 13mila registrati in una Asl che conta circa 24.000 diabetici.
Con l’attivazione del Cup di secondo livello medici e infermieri possono gestire direttamente le visite di controllo, evitando ai pazienti file inutili al Cup - dove restano le prenotazioni per le prime visite - e riuscendo così a ottimizzare i tempi dei controlli e di attesa. Non solo: pazienti più tranquilli grazie all’avvio dello screening delle complicanze e della costruzione del “percorso piede”. Attività necessarie perché, nonostante l’impegno del personale teso a migliorare la qualità delle cure, aumentano anche le complicanze legate alla malattia, a volte “sottovalutata”. Tra le complicanze figura il piede diabetico. È in costruzione il “percorso piede” al Renzetti che coinvolge medici del presidio ed esterni. Altra novità è l’arrivo di presidi tecnologi per il controllo della malattia. Non si tratta delle strisce, dei pungidito, bensì dei sensori libre che permettono di monitorare costantemente l’andamento glicemico, che poi si verifica tramite un display persino sul cellulare, senza più pungere le dita. «Sono sensori importanti che migliorano la qualità della vita dei nostri pazienti», spiega soddisfatta Antenucci. «Dalla sperimentazione fatta due anni fa su 14 pazienti con il diabete di tipo 1 è arrivato poi il via libera della Regione e della Asl per l’acquisto e ora cominciamo a consegnare i sensori ai pazienti insulinotrattati, che hanno spesso ipoglicemia e valori alterati. Il sensore, che si applica sul braccio, indica il valore puntuale della glicemia, ma anche l’andamento dei valori nel tempo. È un controllo continuo che migliora la qualità della vita dei pazienti che non devono neanche più pungersi il dito più volte al giorno».
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