Ortona piange Alex: “È vivo con noi, ora vogliamo giustizia”

Palloncini bianchi e magliette per ricordare l’aiuto pizzaiolo L’ultimo saluto sulle note di “Grande amore” del Volo
ORTONA. I fiori bianchi, il carro funebre bianco, la bara bianca, i palloncini bianchi, le magliette bianche, la cornice della sua foto bianca. Il colore della pace, della libertà, della purificazione e del nuovo inizio, è stato il protagonista dell’addio di ieri pomeriggio ad Alexandru Ionut Arteni, il 18enne originario della Romania ma da 8 anni a Ortona, morto dopo essere stato travolto da un'auto pirata, nella notte tra martedì e mercoledì, mentre era in bici. Nella chiesa di Cristo Re, al Lido Riccio, va in scena l’ultimo saluto, con il rito ortodosso, all’aiuto cuoco ucciso mentre tornava a casa dopo una serata di lavoro - il conducente dell’auto si è costituito il giorno dopo l’incidente ed è indagato per omicidio stradale ed omissione di soccorso - nell’incontenibile dolore di mamma Cristina, di papà Giovanni, e dei fratelli Bogdan, Gianni, Angelo, Francesco, Germano e Madalina.
Il celebrante, padre Costantin, ha ricordato Alex per quello che era: un bravissimo ragazzo. Invitando la comunità all’attesa della giustizia divina, quella fondata sulla speranza. Al termine del rito e all’uscita del feretro dalla chiesa, il volo dei palloncini mentre in sottofondo risuonavano le note di “Grande amore” del Volo. Tanti i partecipanti alle esequie - soprattutto studenti e amici del 18enne - con indosso la maglietta con la foto di Alex e con su incisa la scritta “Alex è vivo, non lo puoi fermare”. Qualcuno ha esposto anche un cartellone con le parole “Giustizia per Alex”. Nutrita la presenza della comunità romena ma tanti anche gli ortonesi che si sono uniti alla famiglia del ragazzo consolidando quella che è una gran bella integrazione.
A trovare il giovane agonizzante, a terra, in via Camillo De Vitis, la strada che dal centro urbano di Ortona porta in contrada Fonte Grande, intorno alle 3.30 di mercoledì, era stato un automobilista che aveva subito lanciato l'allarme. Il mese Alex scorso aveva cambiato casa: dal centro città era tornato a vivere con i genitori e i fratelli in contrada Ruscitti. Per un solo anno aveva frequentato l’Istituto Nautico prima di dedicarsi al lavoro di pizzaiolo sul quale puntava per il suo futuro. (cr.or.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

