Ortona, pulita la foce del torrente Peticcio

Migliora la qualità delle acque ma la Capitaneria continua le indagini per trovare gli scarichi abusivi
ORTONA . Nei mesi scorsi il Centro aveva evidenziato la situazione del torrente Peticcio nel cui alveo scorreva acqua marrone. Da allora lo stato dell’arte dell’asta fluviale che sfocia nei pressi della neonata pista ciclopedonale è migliorato. A riscontrare una condizione diversa rispetto al recente passato è il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, che segnalò anch’esso il consistente stato di degrado dell’acquifero alla foce e non solo, trovando immediatamente grande sensibilità, attenzione, e conoscenza del problema da parte della Capitaneria di porto. «Apprendiamo proprio in questi giorni che l’impegno promesso inizia a dare i primi risultati su di una problematica non semplice», dicono proprio dal Wwf. «Dopo la notizia della scoperta e successiva sanzione di uno scarico non autorizzato lungo il torrente, all’altezza della ferrovia, avvenuta nello scorso inverno, è di questi giorni la novità dell’avvenuta pulizia della foce, dove due grossi tubi metallici, posizionati presumibilmente negli anni ’90 per agevolare dei lavori lungo il tracciato ferroviario, avevano causato, col tempo, l’ostruzione della foce stessa, creando una pozza di acqua stagnante che, oltre ad essere una criticità ambientale, rappresentava anche un serio pericolo per inondazioni sulla pista ciclopedonale in caso di piena del torrente». È stata dunque dimostrata una grande sensibilità nei confronti della problematica «ed oggi, in seguito alla rimozione dei due grossi tubi, il torrente ha riacquistato un deflusso normale verso mare, con un notevole miglioramento dello stato della foce. Naturalmente», proseguono nella loro riflessione dal Wwf, «l’opera di indagine e di controllo da parte della Capitaneria prosegue per intercettare scarichi abusivi e funzionamento corretto del depuratore, ma ci faceva piacere segnalare questi primi successi in merito ad un annoso problema che da tempo denunciavamo senza avere riscontri minimi. Un grazie per l’impegno profuso», concludono dall’associazione ambientalista, «va alla nostra Capitaneria, in specie al Comandante Giuseppe Marzano e al suo personale». (a.s.)
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