Ospedale, posti Covid esauriti Oggi si riunisce l’Unità di crisi

10 Novembre 2020

I ricoverati al Santissima Annunziata sono saliti a 83: serve un nuovo piano per l’emergenza La Asl: «Gli spazi sembrano non bastare mai, ma nessun paziente contagiato resterà fuori»

CHIETI. I posti letto Covid sono in esaurimento: oggi si riunisce l’Unità di crisi della Asl per trovare una soluzione. È piena emergenza all’ospedale di Chieti, dove domenica pomeriggio quattro ambulanze sono rimaste in fila per lungo tempo, in attesa dell’ingresso dei pazienti contagiati. «Si corre per ampliare gli spazi, ma sembrano non bastare mai», ammettono dall’azienda sanitaria. Al tempo stesso, però, il direttore generale Thomas Schael assicura: «Nessuno resterà fuori».
I DATI Al Santissima Annunziata il numero dei ricoverati positivi al coronavirus è salito a 83, «dopo che è stata offerta la disponibilità ad accogliere anche alcuni pazienti provenienti dall’Aquila e da Teramo, in particolare affanno», precisano dalla Asl. «Stiamo studiando tutte le soluzioni possibili», dice Schael, «per aver maggiore disponibilità di posti letto, ma questo non vuol dire che non saranno ricoverati altri pazienti che dovessero arrivare nelle prossime ore. Nessuno sarà rimandato indietro: ognuno troverà posto in qualche modo nelle nostre strutture». Ieri la Rianimazione dell’ospedale San Pio di Vasto ha aperto ai malati Covid e i quattro posti letto a disposizione sono stati già occupati.
IL CASO Le immagini delle ambulanze in coda davanti al pronto soccorso, pubblicate sull’edizione di ieri del Centro, hanno animato la discussione a livello politico, con il Movimento 5 Stelle che ha attaccato pesantemente il dg Schael. «Non bisogna prefigurare scenari apocalittici», si difende il direttore generale della Asl, «i mezzi sono arrivati in contemporanea e, per evitare che si trovassero insieme al triage pazienti Covid sospetti o accertati con altri malati, si è preferito lasciarli in ambulanza in attesa dei risultati del tampone rapido, che necessita di poco più di venti minuti. L’attesa, quindi, è stata determinata da una scelta di tipo prudenziale».
LE CONSEGUENZE Di certo, il problema delle ambulanze in coda non si è verificato solo domenica, ma anche nei giorni precedenti. La conseguenza è duplice: oltre al disagio per i pazienti Covid (già accertati o sospetti) costretti ad attendere su una barella, c’è il problema che – con i mezzi di soccorso bloccati – diventa complicato intervenire anche per emergenze extra-coronavirus, ad esempio infarti e incidenti stradali, che richiedono estrema tempestività.
IL VERTICE Per oggi Schael ha convocato una riunione dell’Unità di crisi della Asl Lanciano Vasto Chieti alla quale parteciperanno anche il direttore sanitario Angelo Muraglia e i responsabili degli altri servizi e reparti che si occupano della gestione dell’emergenza. «Durante il vertice», sottolineano dall’azienda sanitaria, «saranno messe a punto nuove misure per riorganizzare l’assistenza, nell’ambito delle strutture aziendali, e individuare altri spazi da destinare ai contagiati». Insomma: serve un nuovo piano dopo che, nell’ultima settimana, i ricoverati sono cresciuti del 23% e la pressione sugli ospedali continua ad aumentare con il passare delle ore.
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