Parcheggio, il gestore chiede 1 milione di danni

2 Gennaio 2014

VASTO. L’impresa De Francesco ha chiesto un milione e 200mila euro di risarcimento danni perché il Comune le impedisce di portare a compimento l’impianto fotovoltaico proposto in sede di gara come...

VASTO. L’impresa De Francesco ha chiesto un milione e 200mila euro di risarcimento danni perché il Comune le impedisce di portare a compimento l’impianto fotovoltaico proposto in sede di gara come elemento “migliorativo”. Si delineano le ragioni che hanno spinto la ditta molisana a inoltrare ricorso al Tar per chiedere l’annullamento delle due ordinanze di sospensione lavori emesse dal Comune per bloccare l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile sul torrino del Multipiano, la cui gestione fa capo all’impresa di costruzioni. Oltre ai provvedimenti che portano la firma di due dirigenti comunali, l’ente – proprietario del parcheggio – ha comunicato alla Asl e all’Arta (agenzia regionale per l’ambiente) di integrare il loro parere circa la realizzazione dell’impianto fotovoltaico «tenendo conto degli effetti sommatori dei campi elettromagnetici generati dalla stazione radio, atteso che l’area in questione (il piazzale del Multipiano ndc) è destinata al mercato settimanale». Ordinanze ed atti amministrativi hanno spinto la De Francesco a chiedere il risarcimento dei danni quantificati, al momento, in un milione e 200mila euro. «I provvedimenti impugnati impediscono di portare a compimento un’opera, cioè l’impianto fotovoltaico, proposta come elemento migliorativo in sede di gara e già approvata sotto il profilo amministrativo», si legge nel ricorso di 32 pagine presentato al Tar di Pescara, «che non solo avrebbe comportato un notevole risparmio dell’energia elettrica per il parcheggio, ma avrebbe consentito anche di avvalersi degli incentivi e delle tariffe premio».

A sostegno della richiesta l’impresa di Castelpetroso cita il contratto che prevede «in caso di mancata realizzazione di alcune opere o di parte del progetto per causa imputabile al Comune, il versamento di una penale pari al valore dell’investimento non realizzato dal concessionario e al risarcimento del mancato utile quantificato in base al piano finanziario».

Viene considerato danno anche la mancata realizzazione della stazione radio base per il mancato introito del canone di locazione per 29 anni, pari a 406mila euro. Anche in questo caso l’impresa fa riferimento al contratto che consente al gestore di incamerare i proventi derivanti da “canoni per spazi dati in locazione”. Insomma, un vero e proprio pasticcio che non mancherà di suscitare altre polemiche su un appalto che nei mesi scorsi è finito nel mirino della Commissione di vigilanza.

Anna Bontempo

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