Partiti i saldi tra crisi e speranze I negozianti: sbagliato anticipare

3 Luglio 2022

Le perplessità dei commercianti nel primo giorno di caccia all’affare: «Gli sconti andavano posticipati»  I costi per le famiglie frenano gli acquisti, gli esercenti: «Poche vendite, puntiamo sui prezzi ridotti»

CHIETI . Dalle vetrine si annunciano i saldi e i commercianti sperano che possa essere la volta buona per rilanciare un settore in difficoltà ormai da troppo tempo. «Possono rappresentare una buona opportunità sia per i clienti che per gli esercenti», ha detto la presidente di Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio, alla vigilia dell’avvio. Ma dai diretti interessati ieri, nel primo giorno non è trapelato grande ottimismo. Anzi, in tanti ribadiscono che sono partiti troppo presto.
Il primo a dirlo nel cuore della città, su corso Marrucino, è Antonio Cieri dello storico negozio Ribò. «Siamo solo a luglio», riflette, «una volta i saldi iniziavano dopo Ferragosto». Però ritiene che le criticità siano anche altre: «Il problema è la situazione economica italiana, mi fanno paura i prossimi tre mesi per la pandemia e la guerra. Non vedo chiarezza nelle decisioni dei nostri governanti».
Ripongono tante speranze ma palesano altrettanto scetticismo anche da un altro storico negozio sotto i portici del Corso. Si tratta di Capitanio Sport, dove Raffaella Bonvecchio pone subito l’accento sulle tempistiche: «Si chiamano saldi di fine stagione ma hanno iniziato a farli all’inizio di luglio», rimarca. «Credo che i commercianti siano degli eroi», aggiunge, «pensavamo che dopo la pandemia non ci potesse essere di peggio. E invece è arrivata la guerra, con tutte le conseguenze del caso». Le bollette e le spese in generale sono aumentate, «così la gente sta sempre più attenta e magari prima di fare un acquisto ci pensa due volte», continua la commerciante. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) è il primo giorno di saldi, vogliamo comunque sperare per il meglio».
Vuole essere fiducioso anche Giuseppe De Vito, del negozio Gio dv: «Mi auguro che sia un saldo importante», afferma, «anche se gente non ne vedo in giro. Ovviamente siamo solo all’inizio». La fine delle restrizioni per il Covid può incentivare gli acquisti? «Non penso che sia un aspetto fondamentale», riflette, «credo che le persone abbiano ormai superato i pensieri relativi alla pandemia, perché in caso contrario si limiterebbero in molte altre situazioni. Ormai non ci si pensa più, nonostante i contagi siano in rialzo».
Su via Pollione c’è il negozio Particolari e dettagli di Brunella Minichilli. Anche lei ieri ha avviato la stagione dei saldi e ripone delle aspettative in questa corsa agli sconti: «Ci attendiamo un po’ di movimento», ammette, «ma è assurdo fare i saldi in questo periodo, è troppo presto. Non si possono vendere costumi e scontarli già da inizio luglio», dice per fare un esempio. E poi non c’è più l’attesa per la caccia all’affare come avveniva qualche tempo fa: «Non si vede più quella fila per acquistare a prezzi buoni», conferma Minichilli. Sono i primi saldi senza restrizioni Covid, tuttavia «questo aiuta relativamente», conclude la commerciante del centro cittadino, «i problemi adesso sono diventati altri».
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