Paure e speranze dei maturandi Conto alla rovescia per gli esami

Abbracci, saluti e foto ricordo per l’ultimo giorno di scuola. Il 21 giugno c’è la prima prova di italiano Ansia al liceo Classico per la versione di latino. Allo Scientifico preoccupa lo scritto di matematica
CHIETI. Ansia e preoccupazione, ma anche nostalgia e commozione per un percorso che si sta per concludere. Per i maturandi di quest’anno è suonata ieri per l’ultima volta la campanella di scuola e, tra pochi giorni, c’è il via agli esami di maturità.
LE PREOCCUPAZIONI
Il 21 giugno è la data fissata per la prima prova di italiano e, il giorno dopo, c’è quella che a detta degli studenti sembra essere la più temuta e che varia in base all’indirizzo. Al liceo classico sale l’ansia per la versione di latino. «È la prova che più mi spaventa», confessa Lucrezia Lufrano, «purtroppo gli anni della Dad a causa del Covid hanno influito sulla nostra preparazione e quest’anno siamo tornati alla modalità d’esame originale con i docenti esterni. C’è tanta tensione». Diritto ed economia, invece, sono le materie che affronteranno in seconda prova al liceo economico sociale. «In questi ultimi giorni abbiamo fatto un ripasso molto approfondito su tutte le materie con mappe e collegamenti interdisciplinari», dice Agnese Fraticelli del Gonzaga. Allo scientifico servirà, invece, la calcolatrice per la prova. «C’è paura per matematica», dice Daniele Bongrazio del Masci, «stiamo facendo delle simulazioni». Suscita timore anche la modalità dell’esame. «A differenza dell’anno scorso», spiega Francesca Desiderio del 5°a del Gonzaga, «è il ministero che sceglie gli argomenti da trattare nelle prove e non più i professori interni, dunque, siamo all’oscuro di ciò che potrebbe uscire».
L’ORALE
Dopo la correzione dei due scritti, inizieranno gli orali in cui i ragazzi dovranno esporre gli argomenti in base al tema sorteggiato a busta chiusa. «È senza dubbio la prova che più mi spaventa», confessa Dafne Golia del 5°b di design, moda e gioiello al liceo artistico, «ho l’ansia di dimenticarmi qualcosa». La preoccupazione comune è quella di fare «scena muta», dice Mark Tiplea del Savoia, indirizzo informatica, «non mi piace parlare di fronte a molte persone e ho paura di dimenticare quello che ho studiato o di non saper rispondere alle domande degli esaminatori».
NOSTALGIA
Nonostante l’ansia da prestazione, ieri i ragazzi hanno festeggiato l’ultimo giorno di scuola. Tra abbracci e foto ricordo, è scesa anche qualche lacrima di commozione. Dopo cinque anni insieme, nelle classi c’è un po’ di amarezza nel salutarsi, consapevoli che dopo la maturità ognuno prenderà la propria strada. «Questi ultimi giorni di scuola me li sto vivendo con molta angoscia e tristezza», confessa Annalaura Simonicca del liceo classico, «sta finendo un lungo capitolo della mia vita, forse il più bello. Ho stretto tanti bei legami in questa scuola, i miei compagni sono diventati una seconda famiglia e mi mancheranno addirittura alcuni professori».
IL FUTURO
Tra un ripasso e l’altro, però, i maturandi pensano anche al dopo. «C’è molta ansia per il futuro ma speriamo ci riservi cose belle», aggiunge Simonicca. Alcuni hanno già chiaro il loro prossimo passo. «Proseguirò il mio percorso di studi all’università approfondendo le materie che più mi interessano», conclude Giorgia Di Giovanni del liceo delle scienze applicate.
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