Pazienti tra caldo e spazi affollati «Così il pronto soccorso non va»

Il consigliere Marongiu (Pd): situazione insostenibile con l’osservazione breve chiusa da due anni «La Asl faccia finire al più presto i lavori di ristrutturazione riaprendo le 4 stanze con 8 posti letto»
LANCIANO. «Pazienti costretti a stare in spazi affollati sulle barelle o sulle sedie: la Asl riapra l’osservazione breve (Obi) chiusa da due anni per lavori che dovevano essere già finiti e ridia dignità ai malati». È la denuncia del consigliere comunale Leo Marongiu (Pd) sulle condizioni degli utenti del pronto soccorso costretti con questo caldo, a stare in stanze affollate in attesa delle visite o della conquista di un posto letto in multidisciplinare - dove il pavimento si è sollevato da tempo e ha un buco nel mezzo - o in altri reparti del Renzetti.
«La situazione del pronto soccorso di Lanciano, già critica per la carenza di personale (è in servizio ad esempio la metà dei medici necessari, ndc), è ancora più difficile per via di una situazione logistica che sta diventando insostenibile e cui la Asl non sembra voler porre rimedio», accusa Marongiu. «Da due anni, infatti, l’Obi è chiusa per lavori con 4 stanze, ognuna con posti letto, servizi igienici e locali climatizzati che risulterebbero necessarie per limitare il disagio enorme di pazienti costretti sulle barelle o su sedie di emergenza in spazi affollati. In estate questa situazione si fa ancora più complicata. In questi giorni poi, anche nel triage si è in difficoltà, specie nelle ore più calde della giornata, con un locale sovraffollato e decine di persone in attesa di ricevere indicazioni. È necessario, dunque, che la Asl termini al più presto i lavori mettendo a disposizione del personale, che fa i salti mortali, altre 4 stanze per 8 posti per osservare il paziente, prima di un eventuale ricovero o della dimissione».
Uno spazio che permetterebbe di dare dignità ai malati in sosta spesso lungo i corridoi del pronto soccorso e aiuterebbe il personale, che fa i conti con lavori che vanno avanti dal 2011 nel reparto di emergenza-urgenza. Lavori che in Obi riguardano la rimozione amianto e la sistemazione degli impianti, dei gas medicali e dei rivestimenti e dovevano essere già finiti da mesi.
L’assessore regionale alla salute, Nicoletta Verì, nella sua visita proprio ai cantieri del Renzetti il 21 ottobre 2022 infatti affermò: «Sono felice di poter dire che tutto procede come da cronoprogramma. I lavori della prima fase di ginecologia finiranno a marzo 2023, a dicembre 2022 quelli nell’Obi, e a febbraio 2023 il Serd tornerà in via del Mare». Nessuno dei tre cantieri è stato chiuso. «E in questo quadro di difficoltà nel pronto soccorso, al Cup, nel punto nascite, con il laboratorio analisi da potenziare», chiude Marongiu, «è sconcertante che il sindaco Filippo Paolini continui a fare da megafono al manager Asl Thomas Schael, in una sorta di “vallettizzazione” del ruolo di primo cittadino, parlando del comitato ristretto dei sindaci invece che dei servizi carenti».
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