Perseguita la barista con 37 profili falsi, fotomontaggi in serie e biglietti d’amore

17 Agosto 2024

Un cliente di 43 anni non può più avvicinarsi alla giovane: le ha reso la vita un inferno con un corteggiamento oppressivo L’indagato manipolava le immagini per far apparire lui e lei come una coppia. La vittima: «Non dormo più, ho paura»

CHIETI. Era ossessionato da quella barista che non lo amava. E le ha reso la vita un inferno: l’ha riempita di messaggi, l’ha tormentata con richieste di incontri che partivano dai 37 profili falsi che aveva attivato su Facebook e Instagram. Poi, il coup de théâtre: fotomontaggi creati ad arte per far apparire lui e lei come una coppia. Un uomo di 43 anni è ora sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento (a non meno di 500 metri) alla vittima, che di anni ne ha 26. L’ordinanza, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, è stata firmata dal giudice Andrea Di Berardino, che ha disposto anche l’applicazione del braccialetto elettronico. I poliziotti della squadra mobile di Chieti hanno notificato il provvedimento all’indagato, sequestrandogli il cellulare e altri dispositivi elettronici.
LA DENUNCIA
Nella prima denuncia del 13 luglio, la ragazza ha riferito che l’uomo – cliente del bar dove lei lavora – fin dallo scorso anno ha iniziato a stazionare per ore all’interno del locale, durante l’orario di servizio della vittima, per poi approcciarla con apprezzamenti non graditi e con regali e biglietti d’amore lasciati sul bancone. Lui ha cominciato a cercarla insistentemente anche su Instagram e Facebook, chiedendole di uscire e invitandola a casa, ma lei non ha risposto, finché le ossessive attenzioni dell’indagato si sono estese anche all’aspetto fisico della giovane, turbandola ancora di più.
I PROFILI FAKE
Nonostante gli espliciti inviti della ragazza a interrompere l’oppressivo corteggiamento e i blocchi delle chiamate e dei messaggi provenienti dal numero dello stalker, questi non ha smesso di importunarla, addirittura utilizzando 37 profili differenti per scriverle dichiarazioni d’amore e per contattare i familiari di lei. Non solo: il cliente ha pubblicato alcuni video su Youtube contenenti fotografie della ventiseienne estrapolate dai suoi account social e montate con quelle dell’uomo, con commenti che alludevano a un rapporto sentimentale in realtà inesistente. In alcune occasioni il quarantatreenne si è fotografato sotto casa della giovane.
I TESTIMONI
Anche il titolare del bar ha tentato di farlo desistere, allontanandolo dal locale, ma non ha sortito effetto: lui la attendeva fuori, restando immobile a fissarla. A causa di questi comportamenti, la barista ha spiegato di aver sviluppato angoscia, paura di incontrare l’indagato dappertutto, timore per l’incolumità sua e dei suoi cari, somatizzata con frequenti episodi di insonnia. Anche una collega di lavoro della giovane ha assistito ai petulanti atteggiamenti dell’uomo e letto i messaggi ricevuti dalla vittima, esasperata da questa situazione.
L’AMMONIMENTO
Il 20 luglio lo stalker ha ricevuto la notifica dell’ammonimento del questore Aurelio Montaruli, ma ha continuato a cercare la barista e a pubblicare fotografie modificate che la ritraggono con lui. Inoltre, dopo il provvedimento amministrativo, ha perfino pubblicato un selfie di fronte alla questura di Chieti, scrivendo di aver spiegato alla polizia la loro relazione e che la denuncia avrebbe creato problemi legali a lei e non a lui.
«RACCONTO VERITIERO»
Secondo il giudice Di Berardino, la vittima ha descritto i fatti in modo chiaro e preciso, dopo essere stata costretta a subire «ingerenze anche nella vita privata e ricostruzioni fantasiose e assurde di una inesistente vita insieme progettata con l’indagato, addirittura contemplante un matrimonio. Anche le dichiarazioni della collega corroborano la gravità indiziaria e orientano il giudizio di colpevolezza allo stato degli atti, venendo in rilievo azioni fortemente moleste e impositive della indesiderata presenza dell’indagato nella vita della giovane».
L’INTERROGATORIO
L’uomo, difeso dall’avvocato Gianna Giannini, nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha respinto le accuse, sostenendo di aver risposto ai messaggi della barista. Ma, almeno al momento, in questo senso non sono emersi elementi. In ogni caso, il tribunale – dopo il parere negativo del pubblico ministero – ha negato al quarantatreenne la possibilità di andare a trovare i genitori, che vivono nelle vicinanze del bar in cui lavora la ragazza. «Qualora le molestie dovessero proseguire», conclude il giudice, «sarà valutata l’adozione di una misura custodiale». In altre parole: se sgarra ancora, l’indagato rischia di finire in carcere.
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