Piscine, in tribunale il caso delle attrezzature cedute

11 Agosto 2021

Hidros chiede il riconoscimento della proprietà dei beni dati alla Lanciano Nuoto Le Gemelle sono in affidamento per un anno dopo il fallimento della Wellness

LANCIANO. Si discuterà in udienza a settembre il ricorso sul centro sportivo Le Gemelle presentato al tribunale di Lanciano dalla Hidros, società in consorzio con Wellness che gestiva la struttura comunale con all'interno due vasche semi olimpioniche, palestra, campi di calcio e di beach volley, bar. La Hidros contesta il fatto di essere proprietaria degli attrezzi della palestra che, tuttavia, a seguito del fallimento della Wellness, sono stati ceduti ad una neonata società, la Lanciano Nuoto.
«Abbiamo tutti i documenti d'appoggio necessari», spiegano dalla Hidros, «ci sono delle precise fatture, ci opponiamo alla vendita delle attrezzature». Il centro sportivo, a seguito della dichiarazione di fallimento della Wellness, è stato affidato temporaneamente per un anno a Lanciano Nuoto che sta provando a far risorgere l'impianto grazie all'aiuto di una cordata di imprese, tra cui in prima fila c'è la Baomarc, multinazionale cinese dell'acciaio che sta riconvertendo ciò che resta della Honeywell puntando su una nuova filiera dell'acciaio, anche per il settore automotive. La struttura cambierà anche nome: da centro sportivo Le Gemelle a Baomarc sport center.
Ma un ricorso interesserà anche il nuovo assetto societario. «Stiamo aspettando che ci rispondano il Comune e il curatore fallimentare ormai da circa un mese», spiega Francesco Capone, presidente della società Maiella Nuoto che ha tesserato gli atleti di Lanciano nel centro sportivo Le Gemelle prima della chiusura per fallimento e, poi, per lockdown, «abbiamo inviato un'interrogazione a entrambi perché vogliamo sapere che tipo di capitolato di servizi ha la nuova società. Per gestire impianti del genere ci vogliono requisiti stringentissimi. Le Gemelle fatturavano un milione di euro all'anno di cui però 200mila euro si pagano solo di energia, nonostante l'imponente impianto fotovoltaico realizzato sul tetto della struttura. Attorno all'impianto ruotano oltre 2mila utenti, bisognava fare un tavolo tecnico comunale per capire come meglio affrontare il futuro di questa struttura che non è privata, ma di proprietà del Comune. Non ho nulla contro la nuova società», conclude Capone, «e sono contentissimo che le piscine riaprano, ma bisogna vigilare affinché la struttura non faccia la fine delle Naiadi a Pescara».
Secondo quanto esplicitato nel bando provvisorio redatto dal curatore Andrea Colantonio, l’impianto dovrà riaprire subito dopo l’estate, entro e non oltre il 30 settembre, per attività natatorie e altre sportive. Lanciano Nuoto dovrà anche finanziare e provvedere all’esecuzione di lavori per un importo di 94mila euro. Al momento i lavori però sono fermi. «Siamo certi di riaprire anche prima del previsto», ha assicurato nella presentazione delle attività Franco D'Intino, uno dei soci della cordata.
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