Presìdi sanitari non riattivati: i sindaci si appellano al prefetto

Richiesta partita da Fossacesia, San Vito, Palena, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo Scontro sui numeri con la Asl e protesta degli amministratori: «In estate la popolazione raddoppia»
FOSSACESIA . Un confronto in prefettura alla presenza del direttore generale Asl Thomas Schael e dell’assessore regionale Nicoletta Verì: è la richiesta dei sindaci di Fossacesia, San Vito, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto, San Salvo e Palena, per affrontare la questione della mancata riattivazione delle postazioni sanitarie estive nei propri Comuni. Una scelta che la Asl giustifica sulla base del «numero esiguo di prestazioni fatte lo scorso anno» e che invece i sindaci ritengono basilare in un periodo in cui la popolazione raddoppia.
LA RICHIESTA DEI SINDACI
Una riunione tra i sindaci Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Emiliano Bozzelli (San Vito Chietino), Claudio D’Emilio (Palena), Nino Di Fonso (Torino di Sangro), Filippo Marinucci (Casalbordino), Francesco Menna (Vasto) ed Emanuela De Nicolis (San Salvo) c’è stata ieri mattina per fare il punto sulla decisione della Asl di tagliare le postazioni delle ambulanze estive. «Abbiamo deciso di chiedere al prefetto di fare un incontro, o convocare il comitato ordine e sicurezza, tra noi sette sindaci interessati dal provvedimento, il manager Asl e l’assessore Verì», dice Di Giuseppantonio, portavoce dei sindaci, «per capire i motivi di una scelta che arriva in un periodo in cui nei nostri territori la popolazione raddoppia. Un incontro chiarificatore, non polemico».
«VOGLIAMO CHIARIMENTI»
«Chiediamo chiarimenti», aggiunge Bozzelli, «perché la nota Asl non ha brillato per tempestività, ha messo i Comuni di fronte a un dato di fatto. Pecca di logicità, perché con le presenze che aumentano sul territorio di anno in anno e con le politiche dei Comuni per migliorare i servizi turistici questa decisione va nella direzione opposta. Si parla poi di pochi numeri: a San Vito abbiamo avuto gli stessi interventi di una città di oltre 40mila abitanti come Vasto, 48, di cui 2 rossi, in due mesi: non è certo poco. Poi se non ci fosse stata l’ambulanza che esito avrebbero avuto quei codici rossi?».
«UN DISAGIO ULTERIORE»
Più duro il sindaco di Palena D’Emilio: «Non ne possiamo più», sbotta, «abbiamo un medico con talmente tanti assistiti che neanche le ricette riesce a fare, non abbiamo la guardia medica, l’ambulanza deve arrivare da Lanciano, in quanto tempo? Abbiamo avuto ben 3 codici rossi, sarebbero stati 3 decessi. Qui siamo penalizzati più di tutti e la popolazione è stanca. Popolazione che in estate cresce visto che abbiamo turisti e squadre in ritiro. Questo taglio è un ulteriore disagio che si aggiunge a una situazione già difficile».
I NUMERI
Ma per la Asl sono i numeri che «non hanno dato valore aggiunto al soccorso» a decidere per il taglio. Si tratta di 206 interventi, così suddivisi: San Vito 48 (2 rossi, 27 gialli e 19 verdi); Casalbordino 27 (16 gialli, 11 verdi), San Salvo 28 (2 rossi, 19 gialli, 7 verdi), Vasto 47 (2 rossi, 30 gialli, 15 verdi), Fossacesia 28 (1 rosso, 18 gialli, 9 verdi), Torino di Sangro 19 (12 gialli, 7 verdi), Palena 9 (3 rossi, 4 gialli, 2 verdi). «Un numero esiguo di interventi che richiedono una dotazione di personale sproporzionato rispetto al volume di attività prodotto», sostiene l’azienda.
LA ASL
«Non è sostenibile sottrarre risorse per un numero di prestazioni così esiguo, peraltro fuori dai Livelli essenziali di assistenza», precisa Schael, «e non regge il tema dell’intasamento dei pronto soccorso, dove i turisti sono finiti ugualmente, anche se a bordo delle ambulanze. Andarci col mezzo proprio non farà alcuna differenza. I cittadini in vacanza possono rivolgersi ai medici di medicina generale, pediatri e guardia medica per ricette e prestazioni minori e alla rete dell’emergenza per altre necessità. Questa posizione è stata illustrata anche al Comitato ristretto dei sindaci che non ha sollevato obiezioni. In altre località turistiche di questa regione, poi funziona così da anni. Resto comunque disponibile a un confronto in prefettura».
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