Primario morto sulla moto, l’86enne resta sotto accusa

2 Dicembre 2020

Vasto. Chiuse le indagini sull’incidente fatale al primario di Otorino del San Pio L’anziana alla guida dell’auto deve rispondere di omicidio stradale aggravato

VASTO. La procura di Vasto ha concluso le indagini sulla morte di Roberto Buzzelli, 66 anni, primario del reparto di Otorino dell’ospedale San Pio coinvolto in un incidente stradale nel luglio 2019. Il procuratore Giampiero Di Florio, ha contestato il reato di omicidio stradale aggravato alla persona che investì il medico, A.C., 86 anni che, alla guida di un fuoristrada Opel Frontera con griglia di protezione anticinghiali, finì contro la moto guidata da Buzzelli. Il difensore dell’anziana, l’avvocato Arnaldo Tascione, non se la sente per il momento di commentare. «Posso solo dire che la mia assistita da quel giorno è molto provata ed è dispiaciuta per il dolore provocato ai familiari del medico», dice il legale.
I mezzi sui quali viaggiavano i protagonisti del drammatico impatto sono stati accuratamente controllati dagli investigatori. Nel fascicolo è finita anche la cartella clinica del medico all’interno della quale è raccontato il calvario di Buzzelli – nativo di Ortona e a lungo residente a Pescara prima di trasferirsi a Vasto – dal primo soccorso fino al decesso all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.
L’incidente è avvenuto il 19 luglio 2019 all’incrocio tra via Madonna dell’asilo e via Valloncello. Durante le 48 ore successive, i medici dell’ospedale di Chieti hanno sottoposto il primario a diversi interventi per salvagli la vita. Ma il 21 luglio Buzzelli è morto. Due giorni dopo, è stata eseguita una virtual tac sul corpo del medico e le immagini radiologiche tridimensionali hanno confermato la morte per sofferenza degli organi straziati a causa dell’impatto con la Opel Frontera. Gli accertamenti sul luogo dell’incidente hanno permesso ai vigili urbani di ricostruire la dinamica dello scontro. Dopo l’incidente, la pensionata era apparsa sobria e lucida. Sulla 86enne pende ora l’ipotesi di omicidio stradale aggravato. Secondo le norme introdotte nel marzo 2016, in base al codice della strada, è prevista in caso di violazioni, una pena che va da due a 7 anni di reclusione.
Un nuovo incidente avvenuto qualche settimana fa nello stesso punto in cui Buzzelli fu investito, ha rinfocolato per polemiche sulla pericolosità dell’incrocio.
A detta della minoranza consiliare, la zona in cui il Buzzelli ha perso la vita merita di essere modificata e resa meno pericolosa. È una strada particolarmente trafficata e percorsa anche da tanti studenti. (p.c.)
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