Profughi, c’è l’ok del ministero all’accoglienza di 55 famiglie

17 Ottobre 2022

CHIETI. C’è anche Chieti fra gli 81 progetti approvati della rete Sai per l’accoglienza di profughi, categoria “ordinari”. Si tratta di risorse governative che consentiranno l’accoglienza di 2.066...

CHIETI. C’è anche Chieti fra gli 81 progetti approvati della rete Sai per l’accoglienza di profughi, categoria “ordinari”. Si tratta di risorse governative che consentiranno l’accoglienza di 2.066 persone che si trovano nello status di profughi, pari a 30.836.651,30 di euro. Il via libera al progetto del Comune arriva con il decreto pubblicato sul sito del ministero dell’Interno in questi giorni.
«Grazie al nostro progetto avremo fondi per 826.086,28 euro che ci consentiranno di accogliere, ospitare e integrare 55 famiglie», dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore alle politiche sociali Mara Maretti, «fra queste 25 potranno essere nuclei monoparentali. La grande novità è che di fatto il Comune di Chieti aderisce alla rete Sai (Sistema accoglienza immigrazione) per la prima volta e vede subito approvata la proposta fatta. Una considerazione che fa forza alla nostra azione di accoglienza profughi, che in poco meno di un anno si è rodata velocemente con i corridoi umanitari per i profughi afgani e per quelli ucraini, già in città, integrati a scuola e nella vita sociale e culturale cittadina. Chieti è infatti anche la città che a maggio è riuscita ad adottare un’orchestra ucraina, salvando i musicisti e le loro famiglie dalla guerra e dal fronte e consentendo loro di continuare le attività musicali nella residenza artistica del nostro Teatro Marrucino. Abbiamo già integrato 11 famiglie ucraine con Arci, togliendo tutti dal Grande Albergo».
Con i fondi ministeriali, il Comune lavorerà su più piani e insieme a diversi partner nelle varie reti di intervento in città a vantaggio di soggetti sensibili, indigenti e vulnerabili, come il Centro Servizi Immigrati di Chieti Solidale, il progetto Donna-Hub del Terzo Settore per l'empowerment delle donne, la Cooperativa Alpha che già gestisce il Centro Antiviolenza e il Centro polivalente immigrati. Saranno poi coinvolti mediante protocolli d'intesa anche l'ente d'ambito, gli enti di formazione accreditati, gli enti datoriali, quali Caritas e Comunità Papa Giovanni Paolo XXIII, Cpia Chieti-Pescara, gli istituti Comprensivi del territorio e Croce Rossa per le azioni specifiche settore per settore.
«Il progetto», continuano Ferrara e Maretti, «darà vitto, alloggio, copertura sanitaria, scolastica e formazione a 55 nuclei famigliari. Inoltre gli adulti saranno inseriti in percorsi di italiano o iscritti a corsi di istruzione per adulti, grazie alla sinergia con il Cpia locale, così come i minorenni saranno inseriti nei contesti scolastici del territorio e nei corsi di allenamento sportivo. Il progetto promuoverà anche percorsi finalizzati all'acquisizione di competenze teorico/pratiche necessarie per lo svolgimento di specifiche professioni e a tal fine verranno promossi corsi di formazione professionale con qualifica regionale negli enti di formazione accreditati in Regione Abruzzo».