Progetto Meccanica «Abbiamo vita breve qualcuno ci aiuti»

18 Dicembre 2014

Casoli, in sciopero gli operai dell’azienda dell’indotto Honda Labbrozzi (Fiom-Cgil): «Le istituzioni facciano qualcosa»

CASOLI. «Siamo solo delle vittime di questa situazione, qualcuno ci aiuti». È un appello disperato quello degli operai della Progetto Meccanica, ieri in sciopero per otto ore a causa di una situazione di incertezza che si trascina ormai da diversi mesi. Lo stabilimento dell’area industriale di Casoli produce forcelle e telai per gli scooter Honda Sh ed è stato per anni uno dei principali ed esclusivi clienti del colosso giapponese. Ma gli ordinativi, complice la crisi che ha investito il settore delle due ruote, sono andati scemando. Dalla fabbrica più grande dell’indotto Honda, la Progetto Meccanica, peraltro rilevata dal fallimento dell’ex Verlicchi, si è ritrovata con meno di trenta operai e poche centinaia di pezzi da produrre.

La fabbrica sopravvive ormai solo attraverso i contratti di solidarietà (che scadranno la prossima estate) avendo esaurito tutte le ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Lo stabilimento, secondo le previsioni delle maestranze, potrebbe sopravvivere al massimo entro ottobre del 2015, mese in cui scade l’ultimo contratto con Honda firmato quando era ancora vicepresidente Silvio Di Lorenzo.

Ieri davanti ai cancelli è scesa la Fiom-Cgil, con il segretario provinciale Davide Labbrozzi. «Lo stabilimento sta pagando una situazione politica interna che nulla ha a che vedere con le aspettative e le prospettive di questi lavoratori», spiega Labbrozzi, «ora inizia una dura stagione di lotta sindacale, le istituzioni non possono e non devono stare a guardare. L’indotto Honda sta lentamente morendo. Proprio nei giorni scorsi Intesa Meccanica, un’altra fabbrica di componentistica (verniciatura e cataforesi ndc), ha chiuso i battenti nel silenzio assordante delle istituzioni».

«Abbiamo lavorato per vent’anni in questo stabilimento», racconta un operaio, «prima Verlicchi, poi Progetto Meccanica. Ci avevano rassicurato sul fatto che gli ordinativi della Honda sarebbero arrivati, ma non è stato così. Honda ha diminuito sempre di più gli ordinativi preferendo di rifornirsi in Vietnam, invece che da noi che siamo a pochi minuti dal loro stabilimento. Non è servito a nulla nemmeno abbassare i prezzi dei telai. Ci siamo ridotti lo stipendio, abbiamo bloccato i livelli d’inquadramento, tutti sacrifici inutili». Sulla questione interviene, critico, Achille Di Sciullo, del direttivo provinciale Uilm: «Purtroppo non basta uno scioperetto natalizio per risolvere una situazione che la Uilm denuncia da tempo e che parte da lontano. Già a suo tempo Di Lorenzo aveva detto che non c’era abbastanza lavoro per tutti e si parlava già di un 50% della forza operaia». Intanto il deputato di Sel, Gianni Melilla, ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro. (d.d.l.)

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