Pronto il piano per l’accoglienza 50 ucraini in fuga dalla guerra

La prefettura al lavoro per organizzare l’ospitalità ai profughi che scappano dalle bombe di Putin Si cercano posti a Chieti, Palmoli, Atessa, Vasto, Gissi, San Salvo, Fara, Torino di Sangro e Palombaro
CHIETI. Prefettura al lavoro per organizzare l’ospitalità degli ucraini in fuga dalla guerra. I Centri d’accoglienza straordinari (Cas) gestiti dalla prefettura sono già pieni, ma si è riusciti comunque a trovare 45 posti che nelle prossime ore dovrebbero diventare 50. L’area Immigrazione cittadinanza e tutela dei diritti civili, diretta dal funzionario della prefettura Gianluca Braga, sta facendo il possibile perché il territorio sia pronto per accogliere quanta più gente possibile in fuga dalle bombe. Il settore è all’attenzione massima del prefetto Armando Forgione.
Il problema non sono soltanto i posti, quanto anche gli operatori per seguire la nuova emergenza. In provincia di Chieti sono 9 i Cas in attività: si trovano nei comuni di Chieti, Palmoli, Atessa, Vasto, Gissi, San Salvo, Fara Filiorum Petri, Torino di Sangro e Palombaro. In queste strutture si stima siano stati accolti circa 300 immigrati, provenienti soprattutto dall’area subsahariana, anch’essa devastata dalle guerre. L’ultima emergenza, prima della guerra in Ucraina, è stata quella afgana. I cinquanta posti a disposizione gestiti dal Cas di Chieti, che si trova al Villaggio della speranza di suor Vera D’Agostino, sono infatti tutti occupati da afgani. La prefettura cerca di accogliere i rifugiati sistemandoli in maniera omogenea, tentando di non creare mescolanze. Le strutture sono comunque piene, l’unica circostanza fortunata è dovuta al fatto che, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, si sono fermati gli sbarchi via mare. Chi scappa da guerra e povertà chiede asilo nel paese che lo ospita. Una volta che viene accolto in un Cas, riceve vitto, alloggio, alcuni servizi, come corsi per imparare la lingua, e il cosiddetto pocket money, vale dire una sovvenzione di 2 euro e mezzo al giorno. Può rimanere nel Cas fin quando vuole. Spesso il Cas viene subito lasciato per lasciare anche l’Italia. Al momento la prefettura teatina non ha notizie sull’arrivo di contingenti di profughi ucraini. Ha notizia, però, di arrivi di ucraini alla spicciolata: finora sono 26 i profughi che si sono presentati all’ufficio immigrazione della questura teatina. Si tratta di persone che hanno in provincia di Chieti qualcuno a cui appoggiarsi: si ricongiungono con familiari arrivati in Italia per lavorare. La prefettura ha invitato i sindaci a favorire la presentazione di questa persone in questura e informare la struttura sanitaria più vicina, anche in relazione al fatto che, da circolare del ministero della Salute, chi arriva dall’Ucraina deve fare obbligatoriamente un tampone. L’invito ai Comuni viene esteso anche ai privati cittadini che hanno intenzione di dare accoglienza. Al di là dei Cas gestiti dalla prefettura, ci sono altre strutture che possono accogliere gli ucraini: sono relative al Sai, il Servizio accoglienza immigrati gestito dai Comuni, che fanno capo al Servizio nazionale di protezione.

