Proroga della riscossione al Tar, slitta la decisione su Teateservizi

11 Maggio 2024

CHIETI. Udienza rinviata per il ricorso su Teateservizi. Nella seduta di ieri il Tar ha deciso di far slittare al prossimo 28 giugno la decisione sul ricorso presentato dall’Autorità garante della...

CHIETI. Udienza rinviata per il ricorso su Teateservizi. Nella seduta di ieri il Tar ha deciso di far slittare al prossimo 28 giugno la decisione sul ricorso presentato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) contro la proroga del contratto per la gestione dei tributi comunali. Il rinvio non è stato chiesto né dal ricorrente, l’Agcm, né da Comune: è stato il presidente del collegio che in udienza ha chiesto se ci fosse la possibilità di sanare i problemi che avevano indotto l’Agcm a chiedere l’annullamento del contratto con la società pubblica, prima che il tribunale di Chieti ne decretasse il fallimento. Sull’opportunità di un rinvio sollevata dal presidente, entrambe le parti si sono dette d’accordo, è così è stata decisa la data di fine giugno.
L’unico modo per sveltire l’iter che potrebbe portare la società, dichiarata fallita il 21 febbraio scorso, a tornare a gestire le riscossioni – permettendo al Comune di tornare a incassare e ai dipendenti di tornare al lavoro – è proprio il rinvio della decisione sul ricorso. Perché Comune, Autorità garante e curatore fallimentare hanno già avviato un percorso per sanare i due motivi che hanno innescato il ricorso al Tar, c’è però bisogno di più tempo perché l’iter arrivi a compimento e l’Autorità possa rivedere le proprie posizioni. Lo stesso curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, aveva auspicato che si percorresse questa strada perché, pur essendosi detto favorevole all’esercizio provvisorio, ha sempre sottolineato di non poter chiederne l’avvio al tribunale partendo da un contratto sub iudice, vale a dire oggetto di un ricorso al Tar.
L’Agcm aveva fatto ricorso contro il contratto per la prosecuzione del servizio di riscossione ritenendolo illegittimo sono due profili: sia perché il Comune non aveva spiegato perché avesse deciso di affidare il servizio alla partecipata senza una preventiva indagine di mercato, sia perché la durata del contratto sembrava sostanzialmente indeterminata. La giunta comunale ha dunque dato mandato agli uffici di sanare questi due aspetti: proponendo una motivazione rafforzata in relazione alla modalità di affidamento del servizio e circoscrivendone la proroga a un anno. Quando gli uffici avranno portato a termine il loro compito l’Agcm potrebbe rivedere la propria posizione. Solo allora il curatore potrà chiedere al giudice l’esercizio provvisorio. (a.i.)
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