Quartiere Sant’Anna al buio La beffa: le luci si sono riaccese solo dopo la morte del 25enne

Viaggio del Centro nel luogo dello schianto: la segnaletica orizzontale è sbiadita L’allarme dei residenti: «Tamponamenti continui. Le auto vanno troppo veloci»
CHIETI. Lumini e mazzi di fiori sotto la foto di Carlo Amicone, il ricordo che alcuni cittadini hanno lasciato sul punto in cui domenica scorsa ha perso la vita il giovane. All’alba, nel quartiere Sant’Anna, un boato ha svegliato i residenti che, scesi in strada, hanno visto con i loro occhi la tragedia. Nessuno potrà mai chiarire con certezza le cause dell’incidente, ma il giovane si è schiantato a velocità sostenuta tanto che sul punto dell’impatto è rimasta impressa anche la targa dell’auto. Una tragedia consumata poco prima dalle sei e – stando al racconto dei residenti – a luci spente. Domenica scorsa non c’erano neppure i lampioni a illuminare la strada. Ma qualche giorno dopo l’incidente, le luci del quartiere si sono riaccese.
LA LUCE«Le luci erano spente da giorni», ricorda Valerio Rapposelli, residente a pochi passi dal punto dello schianto, «quella notte era tutto buio». Domenica scorsa stava lavorando nel suo laboratorio anche Marcello Pieragostino dell’Antica panetteria. «Tutte le luci del quartiere erano spente», dice, «poi il grande boato». Dopo la tragedia, molti residenti della zona hanno denunciato l’assenza delle luci lungo la strada. È intervenuto anche il consigliere Maurizio Costa (Forza Chieti) che, anche lui residente della zona, ha lamentato «l’abbandono» della periferia. «Dal 10 agosto le luci erano spente», denuncia, «ho segnalato più volte il guasto. E improvvisamente qualche giorno dopo l’incidente le luci si sono riaccese». E ieri sera, infatti, i lampioni al ciglio della strada illuminavano regolarmente le strade. Anche il punto dello schianto, circondato da lumini e fiori, ieri era ben visibile.
LA SEGNALETICALe luci accese, però, non riescono ad accentuare quel che rimane della segnaletica orizzontale attorno alla piazza. Sbiadita e datata, gli attraversamenti pedonali sono fantasmi e la scritta “Stop” sull’asfalto è ormai un lontano ricordo. «Non viene rifatta da molti anni», dice Luciana, titolare di Pastilandia, il forno all’incrocio tra via Ferri e via Fieramosca, «da circa 15 anni che non si vedono interventi di manutenzione e rifacimento della segnaletica».
LA VELOCITàResidenti e commercianti della zona non transigono su un punto: la velocità degli automobilisti. Lungo il rettilineo di via Valignani, le auto non sembrano infatti decelerare e scendono a velocità sostenuta lungo via Ettore Janni. Diventa, così, critico l’imbocco per le auto ferme allo stop di via Albanese. «È uno dei punti più pericolosi», denuncia Sandra Candeloro, titolare del bar a Sant’Anna, «c’è poca visibilità e spesso accadono i tamponamenti». Questo uno dei motivi per cui molti a incentivano l’installazione di dissuasori di velocità. «Almeno qualche dosso per frenare le auto», chiede Candeloro.
IL CAPOLINEAA denunciare le condizioni delle strade sono anche gli autisti del trasporto pubblico. Davanti alla chiesa, al lato del fioraio, c’è infatti il capolinea della linea urbana uno. Qui, il segnale di divieto indica, come da codice della strada, l’accesso riservato ai bus e il divieto di transito per le auto. «Ci sono sempre macchine in sosta», dice Francesco D’Arcangelo della Panoramica, «ci troviamo spesso bloccati con gli autobus e non riusciamo a passare. In pericolo anche i passeggeri che scendendo dal bus devono stare attenti a non essere investiti». A toppe è invece il manto stradale delle vie attorno alla chiesa. Strade che, il primo cittadino Diego Ferrara, ha definito essere «in condizioni abbastanza buone». «Sono d’accordo», continua D’Arcangelo, «ma il resto delle vie cittadine sono piene di voragini e buche».
SOSTE SELVAGGEI disagi per gli autisti compaiono, però, già lungo via Valignani. «Si viaggia a una sola corsia di marcia», denuncia Mirco Pantalone della Panoramica, «ci sono sempre le macchine parcheggiate e noi autisti siamo costretti a invadere l’altra carreggiata».
IL PROGETTO Il giorno dopo la tragedia del giovane Amicone, a puntare il dito e denunciare «lo stato di degrado e di abbandono del quartiere» è stato anche il parroco della chiesa don Domenico Melchiorre, ricordano l’atteso progetto di riqualificazione della piazza previsto nell’ambito dei fondi europei assegnati a Chieti per lo sviluppo urbano sostenibile e il recupero del patrimonio culturale e ambientale. I lavori di 678 milioni di euro sono divisi in due lotti. Il primo, da 387mila euro, è destinato allo spostamento della capolinea bus in via Janni e il secondo, da 300mila euro, per la riqualificazione della piazza. Stando al progetto, è prevista una fontana al centro della piazza, arredi urbani come panchine e luci e l’installazione di una nuova pavimentazione. Il botta e risposta scoppiato in questi giorni tra prete e sindaco si appresta a un segno di pace. Martedì prossimo i due si stringeranno le mani per chiarire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

