Ragazzi morti nello schianto con la moto Fatale un giro insieme prima della festa

I lancianesi Carlo Rizzi, 18 anni, e Giorgia Apollonio, 19, erano arrivati separati a casa di un amico per celebrare la maturità Poi la scelta di provare il mezzo e lo schianto forse per l’alta velocità. L’amico soccorritore: «Ho sentito le ruote strisciare»
LANCIANO. Sono morti sotto gli occhi degli amici, di fronte alla casa dove questi li aspettavano per festeggiare il diploma e l'inizio della nuova vita da universitari. I sogni di Carlo Rizzi, 18 anni, e Giorgia Apollonio, 19, entrambi di Lanciano, si sono infranti contro un palo della luce in un tragico schianto in moto.
GIRO IN MOTO FATALEQuella di giovedì doveva essere una serata di festa per i ragazzi, riuniti a casa dell'amico comune Vincenzo, per festeggiare il fresco diploma e l'inizio degli studi in un'altra città. Nella villetta di via Vecchia Scorciosa, parallela alla provinciale 524, Carlo è arrivato con la sua moto Honda Xl750, Giorgia in auto con le amiche. Mentre si aspetta l'arrivo degli ultimi invitati, spunta l'idea di fare qualche giro per provare la moto. Sale anche Giorgia. Nessuno immagina che sarà l'ultimo giro per entrambi.
LA TRAGEDIASono le 20.30 circa quando avviene la tragedia. I due giovani, con i caschi indosso, percorrono un breve tratto di asfalto sulla comunale, dissestata, nella zona artigianale di Fossacesia. Sono a pochi metri dal luogo della festa, gli amici li aspettano fuori, quando Carlo perde il controllo della moto e finisce in mezzo agli ulivi. La Honda impatta prima contro alcuni alberi e poi proietta i ragazzi in avanti, contro un palo in cemento della pubblica illuminazione. L'impatto, nonostante i caschi, è devastante. I ragazzi battono la testa, la moto si spezza contro un ulivo. L'amico e la madre, dottoressa al Renzetti, sono tra i primi a prestare soccorso. Il ragazzo pratica anche la respirazione bocca a bocca in attesa dell'arrivo del 118, ma non c'è niente da fare. Carlo e Giorgia spirano sotto i loro occhi.
LE INDAGINILa dinamica è in fase di ricostruzione da parte dei carabinieri di Fossacesia e del nucleo radiomobile della compagnia di Ortona. L'ipotesi più probabile è la velocità, a cui è seguita la perdita di controllo del mezzo. Il tragitto della moto e l'impatto sono stati ripresi dalla telecamera di una casa: la registrazione è stata acquisita dagli investigatori. I resti della moto sequestrati. Il 18enne poteva guidarla poiché era stata ridotta la potenza del motore. Il pm della Procura di Lanciano, Miriana Greco, ha aperto un'inchiesta e disposto la ricognizione esterna delle salme, affidata al medico legale Cristian D'Ovidio ed eseguita ieri pomeriggio all'ospedale di Chieti. Al termine degli adempimenti, le salme dei due giovani potranno essere rilasciate alle famiglie. Non ci sono indagati.
CHI ERANOÈ un via-vai di gente fuori la villetta di via Vecchia Scorciosa. Gli amici hanno deposto due vasi di rose e fiori bianchi nel punto dell'incidente. Arriva anche una famigliola della zona con due rose candide. «Ho sentito le ruote che strisciavano sull'asfalto e, come mi sono girato, la moto contro il palo», racconta, ancora sotto choc, Vincenzo a chi lo ferma per confortarlo, «Carlo era mio fratello». Carlo Rizzi, 18 anni, era un brillante studente del Nautico di Ortona, diplomato con 100 e lode. Avrebbe continuato gli studi alla facoltà di Ingegneria. Era figlio unico di papà Adamo, infermiere al Renzetti, e mamma Katia, dipendente Asl. Giorgia Apollonio, 19 anni a luglio, si è diplomata al classico Vittorio Emanuele. «Per noi resterai sempre la ragazza dolce e minuta che, con il suo timido sguardo azzurrino, osserva il mondo e gli sorride», la ricorda la scuola. Si era iscritta a Giurisprudenza, orgoglio di mamma Carmela, papà Luca e del fratello più piccolo Francesco.