Renzetti, lite sui fondi Valente: storia infinita il centrodestra mente

Il vicesindaco contro l’allarme lanciato da D’Ortona (FI) «Noi vigiliamo, chi amministrava in passato non l’ha fatto»
LANCIANO. «È sconcertante come ogni volta che si avvicinano gli appuntamenti elettorali riparte la storia infinita del nuovo ospedale cittadino. Questa volta la non-notizia è un presunto dirottamento dei fondi regionali destinati ai cinque nuovi ospedali di Lanciano, Vasto, Giulianova, Avezzano e Sulmona verso Chieti. Come mai la polemica viene sollevata solo a Lanciano? Perché nessuno parla di questa pseudo notizia nelle altre quattro città coinvolte nel progetto dei nuovi ospedali?». È la domanda che pone il vicesindaco Pino Valente (Progetto Lanciano), dopo l’allarme lanciato dal consigliere di Forza Italia, Manlio D’Ortona, sul fatto che la città potesse dire addio al nuovo ospedale. E questo perché, sottolineava D’Ortona, una delibera di giunta regionale dava il via libera al potenziamento del presidio di Chieti, con 200 posti letto in più e la sistemazione dell’area attuale, “prendendo i soldi” nello stesso fondo dell’ex articolo 20 destinato alla copertura finanziaria per la realizzazione di 5 ospedali tra cui quello di Lanciano.
«La cosa che lascia più sgomenti», riprende Valente, «è vedere come la stessa delibera della giunta regionale del 23 maggio 2015, venga trattata in maniera diametrale opposta dal centrodestra di Chieti, che la etichetta come una bufala, e dal centrodestra di Lanciano che la trasforma in uno scippo». Mentre a Chieti il deputato Fabrizio Di Stefano dichiara che: “La delibera sul nuovo ospedale a Chieti è una bufala. Un atto del genere senza il parere della bilancio non ha alcuna valenza. È un ospedale che esisterà lo spazio di un mattino, di una campagna elettorale”, a Lanciano Manlio D’Ortona sentenzia che: “La programmazione regionale che prevedeva la realizzazione di 5 nuovi ospedali nel territorio abruzzese è, nei fatti, cancellata con una delibera di giunta regionale in favore dell’ospedale di Chieti”.
Per il vicesindaco quella delibera è un falso problema «perché i soldi ci sono e ci saranno», bisognerebbe concentrarsi piuttosto sull’attuale presidio che deve dare risposte più efficienti ed efficaci alle richieste di salute del territorio. Piccoli segnali di una ripresa del Renzetti secondo Valente ci sono, e sono rappresentante dall’arrivo dopo 15 anni di attesa del nuovo ecografo, dei lavori in corso in Radiologia, di quelli per la messa in sicurezza del presidio. Ma bisogna fare tanto altro, in primis risolvere il problema delle liste di attesa che crescono anzichè diminuire. Come il caso delle ecografie arrivate a 20 mesi di attesa. «Di una cosa però possono essere certi i lancianesi», assicura Progetto Lanciano, «non saremo inerti e silenti davanti ad ipotesi veritiere e fondate di qualsivoglia scippi sul territorio frentano, a differenza del passato, quando gran parte del ceto politico locale non vedeva, non sentiva e soprattutto non parlava».
Teresa Di Rocco
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