Rifiuti, altri dieci mesi alla Deco Si accende la polemica sui costi

18 Febbraio 2024

L’Agir affida il servizio di trattamento dell’indifferenziato, resta chiusa la discarica in contrada Casoni L’opposizione: «Così aumenta la Tari, nel 2023 la tariffa era pari a 129 euro a tonnellata e ora è di 165»

CHIETI. Sarà ancora la Deco a gestire il servizio di trattamento rifiuti non differenziati in città. Con la determina 42 dello scorso mese, l’Agir (Autorità gestione integrata rifiuti Abruzzo) ha aggiudicato per altri 10 mesi alla Deco la gestione del servizio di smaltimento «al costo di 164,90 euro a tonnellata». Rimane intanto ancora chiusa dallo scorso 19 novembre la discarica Casoni, lo stabilimento in cui per anni sono state conferite tonnellate di rifiuti. Un punto che solleva però i dubbi dell’opposizione perché lo smaltimento di rifiuti in altre discariche non del territorio comporterebbe il servizio a un prezzo non convenzionato che ricadrebbe sulle tasche dei cittadini. Questa la denuncia del consigliere di minoranza Giampiero Riccardo (Chieti Viva) che, con dati alla mano, è preoccupato per le bollette della Tari che presto arriveranno ai teatini.
LO SMALTIMENTOCon la determina il Comune non fa altro che «prendere atto» dell’affidamento del servizio poiché «dal 19 novembre scorso», ricordano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto, «la discarica di contrada Casoni è stata definitivamente chiusa. La Deco provvederà dunque a individuare un altro impianto per lo smaltimento dei rifiuti. È in corso la riapertura del piano economico finanziario dei rifiuti in cui verrà definita l’incidenza di questo adeguamento sul costo totale dei rifiuti, anche in funzione del fatto che l’amministrazione sta avviando una serie di azioni atte al monitoraggio e sanzionamento al fine della riduzione del conferimento dell’indifferenziato. In particolare provvederemo ad avviare anche l’iter per la revisione del regolamento sull’igiene urbana, per rendere inoltre più equo il sistema sanzionatorio, che oggi non fa differenza fra piccole e grandi utenze. A queste ultime dedicheremo una speciale attenzione, in quanto sono quelle che attualmente producono la maggior quantità di indifferenziato e incidono sui costi».
LA DENUNCIA DI CHIETI VIVA«La dura faccia della realtà» è quella che invece vuole denunciare il consigliere Riccardo. «Nel 2023, la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati era pari a 129 euro a tonnellata», dice, «nel 2024 sarà invece 165 euro. Un aumento di 36 euro a tonnellata, che complessivamente farà crescere il costo della Tari di 288mila euro. I cittadini si mettano il cuore in pace: dovranno continuare a subire una tariffa Tari maggiorata, perché è su di loro che saranno scaricati interamente i costi crescenti del trattamento dei rifiuti indifferenziati per effetto della chiusura della discarica di Casoni. A monte del problema c’è l’errata commistione tra bilanci ambientali ed economici: nonostante il 70% di differenziata raggiunta a Chieti, i costi economici della raccolta dei rifiuti continuano a crescere a causa di reiterati errori di gestione. Se consideriamo l’elevata sacca di evasione; è un circolo tutt’altro che virtuoso quello che gira attorno ai costi del servizio di raccolta rifiuti teatino. È inaccettabile, infatti, che una maggioranza che si comporta bene e rispetta le regole sia vessata da una minoranza che sporca e scarica i costi sulla collettività». Torna a parlare di miasmi il consigliere regionale Mauro Febbo. «Sono anni che i cittadini di via per Popoli lamentano cattivi odori in zona», attacca, «da tempo chiedono un’aria più pulita e vivibile, ma per adesso nulla è stato fatto da questa amministrazione»