Rioni alti senz’acqua Serbatori aperti solo dalle 6 alle 15,30

14 Luglio 2016

Grande caldo, scattano i razionamenti nelle zone a rischio La Sasi invita a fare un uso parsimonioso della risorsa

VASTO. Arriva il caldo e con il caldo la grande sete. Da tre giorni in città è scattata l’emergenza idrica. Il problema è particolarmente sentito in questi giorni a nord dell’abitato cittadino e nei quartieri alti (il quartiere Croci in testa). Anche all’Incoronata i disagi sono tanti. Qualche famiglia è rimasta per tre giorni completamente all’asciutto. «Siamo costretti ad acquistare acqua minerale anche per farci la doccia», protestano i cittadini. La situazione difficilmente potrà migliorare. L’acqua a disposizione è insufficiente a coprire i bisogni di una popolazione che è triplicata e alla quale vanno aggiunti i turisti.

La Sasi corre ai ripari razionando l’acqua per meglio distribuirla. «I serbatoi vengono aperti ogni giorno alle 6 del mattino e chiusi alle 15,30. È opportuno dotarsi di autoclave e fare provviste. Purtroppo nei quartieri più alti l’acqua non arriva alle 6 ma dopo qualche ora. Questo è un problema morfologico. L’invito a tutti i cittadini è di usare l’acqua con giudizio e parsimonia evitando sprechi e altri usi che non siano domestici e di fare provviste naturalmente dalle 6 alle 15,30», dicono alla Sasi.

Vietato sprecare l’acqua potabile per lavare l’auto o innaffiare orti e giardini. La polizia municipale è pronta a multare i trasgressori. Il divieto è esteso anche ai commercianti e alle imprese. Tutti dovrebbero collaborare ed evitare di utilizzare l’acqua potabile proveniente dal pubblico acquedotto, per annaffiare orti e giardini privati, irrigare campi, lavare autovetture anche da fontane pubbliche, lavare spazi di aree private, riempire vasche e piscine private e per ogni altro utilizzo improprio e diverso dalle normali necessità domestiche e produttive.

L’andamento stagionale e la situazione morfologica particolare della città impongono il rigoroso contenimento del consumo dell’acqua e la sua limitazione agli usi consentiti dalle condizioni generali. «Ma quando torneremo ad avere un servizio normale?», chiedono nel quartiere Croci. «Ogni anno si parla di emergenza. Ma è una parola impropria. Un’emergenza si affronta e si risolve con urgenza. Da venti anni Vasto non ha acqua e ogni anno è peggio. Che senso ha parlare di emergenza se poi l’emergenza non viene risolta? Troppo facile dire che l’acqua non c’è. La verità è che l’acqua finisce sotto terra per colpa delle reti colabrodo che nessuno sostituisce», accusano i residenti del quartiere Croci. I cittadini chiedono aiuto anche al nuovo sindaco, Francesco Menna e alla sua giunta.

«L’auspicio è che si faccia portavoce con la Sasi delle esigenze e dei diritti della popolazione. In tempi di crisi dover comprare acqua minerale per lavarsi è sconfortante», insistono i residenti di via Delle Croci, via Misurata e via Tobruk.

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