Sabino, l’esplosione di tre anni fa sarà ripetuta con una simulazione

29 Marzo 2024

Il 9 aprile il sito della ditta diventa scenario di un esperimento giudiziale chiesto dal perito super partes Nella deflagrazione del 21 dicembre morirono tre dipendenti. Le conclusioni attese dal Gip il 7 maggio

CASALBORDINO. Un esperimento giudiziale ossia l'osservazione sperimentale di quanto accaduto il 21 dicembre 2020 all'interno della polveriera di Casalbordino durante la lavorazione del materiale. È quanto sarà fatto alla Esplodenti Sabino attraverso la riproduzione della situazione di fatto e la ripetizione simulata dell'esplosione, per stabilire se vi sono responsabilità penali nella tragedia che costò la vita a tre operai e, soprattutto, a chi sono imputabili quelle responsabilità. A chiedere e ottenere la sofisticata perizia dal giudice Anna Rosa Capuozzo, è stato ieri il perito super partes nominato dal tribunale, l’ingegnere Francesco De Marzo, il perito incaricato di stabilire quali furono le cause delle violenta esplosione che a dicembre 2020 costò la vita a Carlo Spinelli, 54 anni, di Casalbordino; Paolo Pepe, 45, di Pollutri e Nicola Colameo, 46, di Guilmi, che ha spiegato al giudice di avere bisogno dell'importante riscontro per arrivare alle sue conclusioni. L'esperimento giudiziale verrà fatto il 9 aprile alla presenza dei consulenti sia della difesa che dell'accusa. Entro il 30 aprile dovrà essere ultimata la relazione dell'ingegnere De Marzo e il 7 maggio, nel corso della nuova udienza, saranno rese note le conclusioni.
La ricostruzione della verità è decisamente più difficile di quanto potesse apparire in un primo momento. Sono diversi i punti che meritano approfondimento. La nomina dell'ingegnere De Marzio era stata decisa a ottobre 2023 a causa delle conclusioni contrastanti delle perizie eseguite dalla Procura e dagli indagati sull’esplosione del dicembre 2020. La vicenda vede indagate nove persone. Per la Procura ci fu negligenza, imprudenza, imperizia e colpa specifica da parte dei responsabili della Esplodenti. Avrebbero dovuto controllare le lavorazioni. Diametralmente opposte le conclusioni dei periti degli indagati, Adolfo Bacci e Luca Minestrini.
Il perito super partes ha avviato la consulenza il 12 ottobre e in questi mesi ha eseguito numerosi approfondimenti. In nove rischiano il processo. Devono rispondere tutti di omicidio colposo plurimo aggravato perché commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e disastro colposo. La Esplodenti Sabino è invece imputata per responsabilità amministrativa. I nove sono accusati di avere provocato il decesso dei tre dipendenti per colpa generica per aver omesso una corretta valutazione dei rischi. Il pool di avvocati della difesa formato da Sergio La Rocca, Arnaldo Tascione, Augusto La Morgia, Marco Spagnuolo, Alessandra Cappa, Francesco Tascione, Michele Sonnini , Stefano Vitale e Antonio Gatta è certo di dimostrare che non ci furono responsabilità degli accusati .
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