Salvini congela i nuovi Sprar «Bloccato il progetto in città»
LANCIANO. I primi arrivi avrebbero dovuto esserci in estate ma per lo Sprar di Lanciano, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è tutto ancora molto incerto. Anzi, dopo il...
LANCIANO. I primi arrivi avrebbero dovuto esserci in estate ma per lo Sprar di Lanciano, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, è tutto ancora molto incerto. Anzi, dopo il decreto Salvini presentato a settembre, questi centri sono stati messi fortemente in discussione. A dare l’allarme è l’assessore alle Politiche sociali Dora Bendotti, dopo aver ascoltato alcuni sindaci abruzzesi che, come Anci (associazione nazionale comuni italiani), hanno partecipato nei giorni scorsi ad un incontro a Roma con la Commissione nazionale anti-immigrazione e politiche di integrazione. «Da mesi siamo in allerta sull’apertura di uno Sprar in città», spiega l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità, «dopo aver portato avanti una procedura molto articolata e complicata. Tutto però è ancora in stand-by. La linea politica adottata in questo momento è che gli Sprar già attivi possano continuare i progetti avviati sul territorio, ma su quelli in apertura, come quello di Lanciano, sembra che sia stato rimesso tutto in discussione. Ad oggi brancoliamo nel buio». Come già denunciato dall’Anci il ministro dell’Interno, dopo aver definito gli Sprar «un ponte necessario all’inclusione», ha fatto marcia indietro pensando ad un ripotenziamento dei Cas (centri di accoglienza straordinaria) e dei Cat (centri di accoglienza temporanea). «Sono preoccupata», dichiara l’assessore Bendotti, «perché da un sistema di accoglienza si torna ad un sistema emergenziale. Gli Sprar godono di un apparato complesso e molto attento e soprattutto davano ai Comuni la possibilità di stabilire un tetto massimo al numero di migranti da poter accogliere, che il Comune di Lanciano aveva stabilito in 90 richiedenti asilo. Con i Cas si torna alla gestione in emergenza e si ridà la possibilità alle prefetture di decidere quanti migranti accogliere, persone che sarà impossibile tracciare e controllare come sarebbe avvenuto invece con lo Sprar. La politica di Salvini è fortemente incoerente: da un lato si dichiara contro l’immigrazione e dall’altro favorisce il ritorno ad una gestione incontrollata e incontrollabile». Lo Sprar di Lanciano dovrebbe essere gestito dalla cooperativa Matrix da anni attiva sul territorio abruzzese e che a Lanciano gestisce il Cas di Villa Elce. Il progetto ammonta a 9 milioni di euro ed ha una durata di tre anni, rinnovabili di altri tre. Le principali caratteristiche del centro sono il decentramento dei servizi di accoglienza integrata, la compartecipazione degli enti locali ai progetti di accoglienza e il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione.
Daria De Laurentiis
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