Scoperta la truffa delle startup: fondi europei spariti, 16 denunce

23 Marzo 2023

La Regione revoca 675mila euro di sovvenzioni destinate a nuove attività e avvia il recupero dei soldi Sono 50 le irregolarità riscontrate tra Chieti, Ortona e Vasto: «Soldi pubblici usati per scopi personali»

CHIETI. Hanno incassato tra i cinquemila e i venticinquemila euro di finanziamenti pubblici per avviare nuove attività imprenditoriali, ma i soldi sono stati poi fatti sparire «senza alcuna giustificazione» oppure sono stati impiegati «per scopi personali». In altri casi le domande sono risultate prive dei requisiti, della documentazione di supporto o della rendicontazione contabile finale. Sono 16 le denunce scattate e 50 le irregolarità riscontrate dalla Guardia di finanza tra Chieti, Ortona e Vasto, per un totale di 673.472,19 euro di fondi europei finalizzati a sostenere o promuovere la nascita di startup, erogati dalla Regione Abruzzo attraverso il bando “Fondo microcredito Fse - Nuove misure 2018”.
Le ispezioni del comando provinciale di Chieti delle Fiamme gialle, guidato dal colonnello Michele Iadarola, hanno coinvolto a tappeto l’intera provincia di Chieti. Al termine dei controlli sono stati denunciati 16 soggetti, ritenuti responsabili a vario titolo di indebita percezione di finanziamenti comunitari, malversazione di erogazioni pubbliche e truffa aggravata ai danni delle Stato. La Regione ha successivamente proceduto a revocare i finanziamenti concessi, avviando contestualmente il recupero delle somme percepite indebitamente. Inoltre è stato concordato un piano di rientro per 11 assegnatari che non hanno rispettato le prescrizioni previste dal bando.
Le verifiche sono state svolte in sinergia con il personale degli uffici della Fira, la Finanziaria regionale abruzzese, società a totale partecipazione pubblica incaricata di gestire l’erogazione dei fondi europei, inquadrati in un più ampio contesto di collaborazione istituzionale tra Enti. Si tratta di importi compresi tra 5.000 e 25.000 euro, stanziati dall’Unione europea per sostenere la microimpresa locale e il lavoro autonomo, finanziando la costituzione e l’avvio di nuove attività imprenditoriali intestate a soggetti che, per condizioni economiche e mancanza di garanzie reali, avrebbero avuto difficoltà ad accedere ai canali tradizionali del credito o ad altre tipologie di finanziamento. In particolare, è stata data attuazione a un protocollo d’intesa stipulato tra la Regione e il comando regionale abruzzese della guardia di finanza dell’Aquila.
Delle 50 domande irregolari di accesso al sostegno per l’avvio di startup, le casistiche riscontrate dalle fiamme gialle teatine sono risultate diverse: dalla mancanza di requisiti soggettivi a quelle inerenti alla documentazione di supporto presentata, fino all’assenza di rendicontazione contabile o addirittura al mancato avvio delle attività a fronte dei finanziamenti ottenuti. In quest’ultimo caso, fa sapere la Finanza, una volta incassati i fondi sono stati «distratti senza alcuna giustificazione e impiegati per scopi personali». In altri casi, i beni strumentali acquistati sono stati ceduti a terzi e, quindi, non destinati alle progettualità imprenditoriali previste dal bando pubblico.
«L’intensa cooperazione con la Fira», spiega il comandante provinciale Iadarola, «concretizzata in un costante scambio di informazioni, è risultata determinante per il buon esito del servizio, avendo consentito di captare e monitorare, fin dalle prime fasi di erogazioni dei finanziamenti, significativi alert di rischio o possibili criticità». Esprime «grande soddisfazione per l’esito delle operazioni messe in campo» anche il presidente della Fira, Giacomo D’Ignazio, che ha sottolineato come la sinergia tra l’ente regionale e le Fiamme gialle sia «un contributo efficace per garantire il corretto utilizzo dei fondi pubblici, ma anche per tutelare tutti gli abruzzesi che si affidano alla finanziaria regionale per concretizzare la propria vocazione imprenditoriale».
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