Scoperto il rifugio dei prigionieri di guerra

Il Cai di Guardiagrele domenica organizza l’escursione alla capanna in pietra nel territorio di Rapino
GUARDIAGRELE . A ottanta anni di distanza è stata ritrovata, nel versante orientale della Maiella, dai soci del Club alpino italiano Carlo Iacovella e Gino Vitacolonna, la capanna di pietra a secco dove Donald I. Jones e altri prigionieri di guerra hanno ricevuto ospitalità dalla famiglia di Antonio Costantini, a circa mille metri di quota, nella zona di Piane del Colle, nel territorio di Rapino. «La scoperta», spiega Iacovella, «è avvenuta casualmente, partendo da un documento rilasciato a una donna guardiese di contrada Caporosso, precisamente la signora Filomena Colasante, da Costantini che, durante il periodo bellico, era il comandante della banda partigiana di Rapino. In questo modo», continua Iacovella, «dopo aver contattato l’amico Fabrizio Costantini di Rapino, ho avuto modo di conoscere anche altri particolari inediti su Donald, che era suo nonno». Iacovella evidenzia quindi che si è potuto scoprire il fatto che è tornato alcune volte per ritrovare questo luogo, a cui teneva particolarmente e che Fabrizio da giovane conosceva, per esserci stato con il papà Odeo. «Vista la interessante storia legata alla fuga dal campo di Fonte d’Amore, insieme ai compagni Geoff Dunn e Joe, che è stata descritta nel suo diario “Fuga da Sulmona”, la sezione del Cai di Guardiagrele ha organizzato per domenica prossima un’interessante escursione culturale alla conoscenza del territorio, che permetterà anche di poter rivivere quel triste periodo con nuove notizie. L’evento», conclude Iacovella, «è riservato ai soci Cai in regola e a quelli che si iscriveranno al sodalizio». Per ulteriori informazioni si possono consultare la pagina Facebook del Cai, il sito internet o la bacheca di via Roma.
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