Sevel, i timori dei lavoratori Atlas «Tagli alle ore di pulizia interne»

Nuove preoccupazioni dopo la riduzione del 50% delle attività di sanificazione dello stabilimento Zanola (Filcams Cgil): impianti in condizioni inaccettabili, questi interventi sono ormai superflui
ATESSA. È stato un 1° maggio amaro quello dei lavoratori della Atlas, azienda che ha in appalto il servizio di pulizie all'interno dello stabilimento Sevel di Stellantis. Dopo il taglio, nel 2021, del 50% delle attività previste all'interno dello stabilimento, la preoccupazione dei lavoratori sale in vista dell'aumento del ricorso alla cassa integrazione perché Stellantis ha ridimensionato ulteriormente le ore lavorative del servizio di pulizia. A darne notizia è Elena Zanola, segretaria provinciale della Filcams Cgil. «Questi lavoratori, che si occupano di pulire e sanificare l'immenso impianto di Val di Sangro, sono impegnati in attività sia di pulizia civile, sia di pulizie tecniche industriali», rimarca Zanola, «che cosa succederà quando termineranno gli ammortizzatori sociali concessi e previsti dalla legislazione vigente? I rischi per la tenuta dell'occupazione sono molto alti considerando che molti dei lavoratori hanno anche contratti di lavoro part time con retribuzioni dunque già ridotte e compresse dal carovita che sta galoppando negli ultimi mesi».
Nei giorni scorsi si sono svolte le assemblee dei lavoratori di Atlas e oltre al timore per il futuro, è forte l'amarezza per una decisione che, stigmatizza Fiom, «dimostra la precisa volontà di ignorare il peggioramento netto degli standard di servizio e di sicurezza che queste decisioni comportano. Le attività svolte da questi lavoratori sono strategiche per il mantenimento di standard di igiene ma anche di sicurezza del lavoro», sottolinea il sindacato, «le condizioni in cui versano lo stabilimento e gli impianti sono inaccettabili. Ovviamente, con una buona dose di ipocrisia, le attività di pulizia che sono ormai considerate superflue, ritornano invece necessarie solo in occasione di importanti visite della dirigenza, come quelle che si prevedono per i prossimi giorni. A ciò si aggiungono le continue incertezze sul futuro dello stesso stabilimento che lavora a singhiozzo e nel quale i continui fermi produttivi vengono ormai comunicati con poche ore di preavviso». La Filcams Cgil Chieti chiede quindi «un'immediata inversione di rotta» e di aprire un tavolo tra aziende coinvolte e istituzioni territoriali. (d.d.l.)
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