Sevel, la Regione crea un tavolo permanente sulla crisi automotive

Incontro tra gli assessori D’Amario e Quaresimale e i sindacati «Prepariamo la Val di Sangro a ricevere nuovi investimenti»
ATESSA. Un tavolo permanente in Regione sull'automotive della Val di Sangro. È la prima decisione importante scaturita ieri mattina dopo l'incontro tra gli assessori regionali Daniele D'Amario e Pietro Quaresimale e le rappresentanze dei sindacati abruzzesi. In collegamento video era presente anche Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, comune capofila della cordata di 58 sindaci del territorio che si sono impegnati per sollecitare un'attenzione costante su tutto il distretto automotive che conta stabilimenti come Sevel che, da sola, vale il 13% del Pil abruzzese.
L'obiettivo del tavolo e delle richieste di sindacati e primi cittadini è quello di preparare la Valle del Sangro e il suo prezioso tessuto automotive e manifatturiero a nuovi investimenti che riguardino auto e sistemi di ultima generazione, compatibili con la rivoluzione energetica del futuro ormai imminente. E se per la Regione non «esiste una crisi Sevel», di fatto la carenza mondiale di microchip e semiconduttori e l'imminente concorrenza di uno stabilimento a Gliwice, in Polonia, per furgoni commerciali leggeri, stanno comportando diverse conseguenze, dalla mancata riconferma dei precari, fino alla riduzione dei turni, passati da 18 a 15.
Di «punto di svolta nei rapporti con i rappresentanti dei lavoratori della Sevel», ha parlato l’assessore Quaresimale che ha aggiunto come «quello che si andrà a costituire sarà un tavolo proiettato al futuro in ragione soprattutto delle sfide del Pnrr, della nuova programmazione europea 21-27 e della transizione ecologica. Per questo abbiamo pensato che accendere la luce in modo permanente sul sito produttivo più importante della regione e tra i più rilevanti a livello nazionale sia un’operazione non più rinviabile e ci sorprendiamo che negli ultimi anni questo non sia stato fatto». Tra i temi più urgenti che i sindacati hanno illustrato ai due assessori c’è il nodo legato al lavoratori interinali. I dati, secondo i sindacati, sono allarmanti: di 800 lavoratori cosiddetti “somministrati” a tempo indeterminato, non sono stati riconfermati in 350 e il numero sembra destinato a crescere nei prossimi mesi. Sono 5.200 i lavoratori Sevel con contratto a tempo indeterminato a cui si aggiungono 260 dipendenti in staff leasing. «Si tratta», hanno detto i sindacati, «della categoria più debole tra i lavoratori Sevel che rischia di pagare sulla propria pelle questo clima di incertezza che avvolge il mondo dell’automotive». Su questo punto, l’assessore Quaresimale ha annunciato la costituzione di un altro tavolo regionale, in aggiunta a quello Sevel, «dedicato alle problematiche dei lavoratori che sono interessati da contratti di somministrazione lavorativa».
«Abbiamo chiesto alla Regione di sostenere Sevel utilizzando le risorse economiche regionali e nazionali per favorire investimenti in Sevel rafforzando la leadership in Europa per la produzione del Ducato», commenta Nicola Manzi (Uilm), «inoltre, nell'apprezzare le iniziative dei sindaci locali a sostegno della Sevel, abbiamo chiesto al Comune di Atessa di fare la sua parte abbassando le tasse alle aziende dell'area industriale della Val di Sangro». «Abbiamo spiegato alla regione», sostiene Alfredo Fegatelli (Fiom), «che il problema non è la chiusura o la delocalizzazione della Sevel, ma la competizione che si avvierà tra Gliwice e Val di Sangro. Tra chi ha impianti e macchinari di ultima generazione e chi ha impianti e macchinari vecchi e che hanno perso di efficienza. La Regione deve usare tutti gli strumenti e le risorse presenti nel Pnrr riunendo il tutto all’interno di un accordo di programma: Smart Factory». «L'Abruzzo ha bisogno di un piano industriale serio e soprattutto sostenibile», rimarca la Fim di Domenico Bologna, «bisogna creare oggi le condizioni per il futuro, con interventi strutturali capaci di attrarre lavoro e di creare nuove opportunità di assunzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

