Sfila il Mastrogiurato: le chiavi di Lanciano consegnate a Di Campli

La manifestazione in centro con sbandieratori, musici e cavalieri Oltre settecento figuranti, c’è anche una delegazione ungherese
LANCIANO. Gli sbandieratori a colorare il cielo di vessilli gialli, rossi, azzurri, verdi e bianchi; il suono delle chiarine ad annunciare l’arrivo delle delegazioni; il battere dei tamburi a tenere il tempo nei combattimenti con lance e spade; poi il corteo di cavalieri e dame dagli abiti preziosi, fino all’arrivo del Mastrogiurato, di colui che durante le fiere medievali amministrava la giustizia penale e civile, garantiva la pace in fiera e accoglieva commercianti di ogni terra allora conosciuta. Emozionato ma a suo agio, nel ruolo di antico magistrato, l’imprenditore Donato Di Campli. È andata in scena ieri in una piazza gremita, la 41ª rievocazione storica del Mastrogiurato.
Ha atteso in piazza il “suo” momento Di Campli, assistendo agli spettacoli che animano la rievocazione, assieme a dame e cavalieri, paggi e alfieri dei 4 rioni schierati di Borgo, che ha vinto la tenzone, Civitanova, Sacca e Lancianovecchia. Come lo scorso anno, infatti, il corteo del Mastrogiurato ha aperto il pomeriggio facendo il suo ingresso in piazza alle 18.30. Un bagno di folla a riempire ogni spazio davanti la cattedrale e il centro città. E applausi scroscianti per gli spettacoli accompagnati dal canto di Stefano Di Matteo e Blerina Shera: i volteggi e le acrobazie dei vessilli colorati degli sbandieratori e musici di Lanciano, il gruppo di tamburi “In nomine Anxa”, le leggiadre ballerine del gruppo Primavera e poi i bellicosi cavalieri di San Giorgio di Visegrad, città ungherese gemellata con Lanciano (presente anche il sindaco Eori Denes). Infine le bandiere dei tamburi e sbandieratori di Montecassiano. Ad applaudire il gruppo maceratese anche la vice sindaco di Macerata Francesca D’Alessandro e il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani, giunti per il gemellaggio con Lanciano. Sul balcone del Comune, invece, ad assistere allo spettacolo ci sono il sindaco di Lanciano Filippo Paolini e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Tamburi e chiarine ad annunciare l’investitura e il giuramento del Mastrogiurato. La vestizione spetta al presidente Mario La Farciola: Di Campli, che cela l’emozione, si alza e indossa il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, il medaglione, il cappello. Poi riceve lo spadino e le chiavi della città. C’è il giuramento in latino letto dal regista Gabriele Tinari e poi, con voce ferma, da Di Campli. Un testo che racchiude i compiti di questo magistrato istituito da re Carlo II D’Angiò nel 1304. «Nel nome del popolo di Lanciano noi Mastrogiurato, davanti a Dio e a tutti voi: giuriamo che amministreremo la fiera di Lanciano e garantiremo la libertà di commercio con ferma autorità, con giuste sentenze ed ottimo discernimento. Faremo in modo che l’emporio dei Frentani accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese». Col giuramento sfila il corteo di 700 figuranti, con le delegazioni della Confederazione europea giochi e manifestazioni storiche con il presidente portoghese Mario Da Costa, della Federazione italiana giochi storici, il corteo storico di Ortona, poi dame, ancelle, paggi e cavalieri, in un tripudio di velluti e strascichi. Il corteo passa su corso Bandiera, reinserito nel percorso, e giunge alla piana delle fiere dove la bandiera viene issata: le fiere sono aperte.

