Sfregia l’auto di un noto avvocato Un imprenditore finisce nei guai

I carabinieri individuano l’autore del dispetto: è un 56enne, adesso accusato di danneggiamento A incastrare l’indagato sono le immagini delle telecamere dei negozi. Il movente resta un mistero
CHIETI. Sfregia l’auto di lusso di un noto avvocato teatino. Ma viene incastrato dalle telecamere e finisce sotto accusa per danneggiamento aggravato. I carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Chieti, coordinati dal luogotenente Giovanni Esposito, hanno denunciato G.B., 56 anni, imprenditore nel settore dell’abbigliamento.
Tutto comincia all’incirca un mese fa, quando l’avvocato, andando a riprendere la sua macchina parcheggiata in strada, vicino allo studio professionale, scopre che qualcuno – durante la stessa mattinata – si è divertito a danneggiarla pesantemente, accanendosi sulla carrozzeria. Utilizzando probabilmente una chiave, l’ignoto vandalo ha lasciato profondi solchi sulla fiancata sinistra, sul cofano anteriore e su quello posteriore. Il danno economico è consistente, considerando il valore dell’auto. Il legale non ci pensa due volte a denunciare l’episodio. Anche perché, fin da subito, è evidente come si tratti di un gesto mirato. Al tempo stesso, il professionista non ha idea di chi possa avercela con lui al punto tale da rendersi protagonista di un dispetto del genere, accettando anche il rischio di essere scoperto mentre si divertiva a disegnare ghirigori. Il caso arriva in procura, sul tavolo del pm Marika Ponziani: inizialmente il fascicolo è a carico di ignoti. Le indagini dei militari dell’Arma partono immediatamente. Dopo un sopralluogo, gli investigatori acquisiscono le immagini delle telecamere dei negozi della zona. Emerge così che lo sfregiatore è stato ripreso chiaramente da più impianti di videosorveglianza mentre si è avvicinato alla macchina, si è guardato intorno per avere la certezza che non ci fossero testimoni ed è entrato in azione. Pochi secondi gli sono stati sufficienti per raggiungere l’obiettivo; poi si è allontanato con la certezza di farla franca, senza però considerare che la zona era piena di telecamere. Quando i carabinieri mostrano i video all’avvocato, lui non ha dubbi: si tratta di G.B., un suo conoscente. Ma la vittima non sa dare un possibile movente allo sfregio.
Nei confronti dell’imprenditore è scattata anche l’aggravante perché l’auto era parcheggiata in strada e, di conseguenza, «esposta alla pubblica fede».
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