Sgomberato un palazzo di 5 piani Ma arrivano i fondi anti-frana

11 Giugno 2022

Il sindaco firma il provvedimento per il condominio di 10 appartamenti vicino all’asilo di via Arenazze L’assessore Rispoli: è stato finanziato il progetto per bloccare il dissesto idrogeologico con le paratie

CHIETI. Scatta l’ordinanza di sgombero per un palazzo di cinque piani solcato dalle crepe in via Gran Sasso, vicino all’asilo di via Arenazze. A firmare il provvedimento per il condominio Spes et Fides, al civico 121, «dopo le segnalazioni pervenute in relazione al dissesto statico del fabbricato», è stato il sindaco Diego Ferrara «al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana e la pubblica incolumità».
I SOPRALLUOGHI
La decisione è stata presa dopo due sopralluoghi, il primo dei vigili del fuoco del comando provinciale, datato 21 maggio, e il secondo dei tecnici comunali, avvenuto lo scorso lunedì. Torna a fare paura, dunque, la frana che parte da via Gran Sasso e coinvolge la zona di via De Laurentiis, via Fonte Vecchia e via Don Minzoni, dove altri palazzi sono stati liberati su ordine del sindaco e, in alcuni casi, già demoliti.
CREPE SULL’EDIFICIO
Sono dieci le famiglie interessate dall’ultimo sgombero, tante quanti gli appartamenti e i garage che compongono lo Spes et Fides. «Quasi tutti i condomini hanno già lasciato le case da tempo», ha spiegato ieri mattina l’amministratore Carlo Mariani. «Solo due famiglie erano ancora all’interno». Adesso però anche loro dovranno andare via, perché Ferrara ha ordinato lo sgombero immediato. «Il versante collinare su cui giace il fabbricato», è scritto sul provvedimento, «è da alcuni anni oggetto di dissesto idrogeologico che sta causando danni a diversi fabbricati in zona e disagio alla popolazione». Con il passare del tempo, la situazione si è soltanto aggravata. Nel caso specifico, «lo stato di danno attuale del fabbricato è caratterizzato da diffuse e significative lesioni che interessano più del 50% del volume dello stesso: la sua utilizzabilità è compromessa, sussistendo concreto pericolo per gli occupanti».
«SUBITO LO SGOMBERO»
Di conseguenza, è stato disposto lo sgombero «indifferibile e urgente al fine di tutelare l’incolumità» di chi abita nel palazzo. «Lo scorso gennaio», ha aggiunto l’amministratore, «il condominio ha deliberato l’abbattimento e la ricostruzione con il Sisma bonus». Ma i proprietari di due appartamenti si sono detti contrari a questa soluzione: il tentativo di mediazione è fallito e, adesso, la vicenda rischia di sfociare in una battaglia legale. Anche una porzione del palazzo di fronte, denominato Orizzonte, è stata sgomberata: sulle pareti sono eventi grosse crepe.
LAVORI IN VISTA
Lo scorso marzo il Comune e l’Aca, con il coordinamento del geologo Fabio Colantonio, hanno avviato nella zona la ricerca di perdite d’acqua, che accentuano la frana. Spiega l’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli: «Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipe) ha ammesso a finanziamento il progetto da 800mila euro che ci consentirà di creare un sistema di raccolta delle acque dalla rotatoria di Santa Maria fino al termine di via Arenazze. Saranno realizzate anche delle paratie. I fondi potrebbero essere assegnati al Comune tra agosto e settembre. Abbiamo chiesto un finanziamento per un progetto analogo anche per l’altro fronte della frana, per intenderci quella che incide su via Don Minzoni e via Gran Sasso».
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