Si tuffa di testa e colpisce il fondale: 38enne in condizioni critiche

foto di Gianfranco Daccò
L’uomo ha scavalcato la recinzione di sicurezza nonostante i divieti, procurandosi un trauma cranico. Sul posto anche l’elisoccorso, ora è ricoverato a neurochirurgia a Pescara
VASTO. Un tuffo vietato e la spensierata giornata al mare si è trasformata in dramma per un uomo di origine afghana di 38 anni, residente da molti anni a Vasto. Una scena purtroppo vista molte altre volte a Vasto marina e che ha spinto l’autorità marittima a chiedere al sindaco Francesco Menna la chiusura del pontile. L’incidente è avvenuto ieri poco prima delle 15. Il trentottenne, in compagnia di amici, ha raggiunto il pontile. Il caldo a quell’ora era soffocante e così un tuffo in mare è parso il miglior rimedio contro la calura. Ma anziché entrare in acqua dalla riva, il bagnante ha deciso di scavalcare la ringhiera di recinzione del pontile e si è tuffato. Purtroppo, come più volte segnalato, la profondità del mare in quel punto è scarsa e pare che il bagnante abbia battuto la testa sul fondale, venendo poi colto da un malore.
Fortunatamente chi gli era vicino ha subito capito la gravità dell’incidente e il possibile trauma alla testa e alla spina dorsale e ha chiesto l’arrivo immediato dei soccorritori. Sul posto sono arrivati i bagnini di Life Guard Gioele Perrone e Luca Del Casale che hanno riportato a riva il ferito e lo hanno adagiato sul bagnasciuga in attesa dell’arrivo degli operatori del 118. Questi ultimi, per accelerare i soccorsi, hanno richiesto l’arrivo di un elisoccorso da Pescara. All’arrivo del velivolo, mentre il pilota cercava un’area di atterraggio, un medico si è calato con un verricello per offrire al ferito i primi soccorsi. Sul posto sono arrivati anche gli uomini del circomare, i carabinieri e la polizia locale, che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente grazie anche alle dichiarazioni di diversi testimoni.
Solo una settimana fa la guardia costiera aveva multato un bagnante per un incauto tuffo dal pontile e il rischio di annegamento. In quella occasione il comandante Rossella D’Ettorre aveva ricordato il divieto. Non è servito ad evitare un altro tuffo. Dieci anni fa un giovane che si era tuffato dal pontile restò paralizzato. Il giovane A.D. aveva solo 16 anni e il suo incidente portò a una lesione spinale che rese necessaria la permanenza in sedie a rotelle. La famiglia, all’epoca, denunciò la mancanza di segnaletica e di un cancelletto adeguato per prevenire tuffi, ma ora i cartelli ci sono e negli anni sono stati ripetuti più volte appelli e divieti. La speranza è che i traumi subiti dal 38enne siano meno gravi.
Avvisato dell’accaduto, il sindaco Menna ha espresso solidarietà all’uomo e ai suoi familiari e contestualmente ha rinnovato gli inviti alla prudenza: «Il pontile è una struttura per passeggiare sul mare, non un trampolino adatto ai tuffi, è stato detto più volte», ha ricordato Menna, che ha aggiunto: «A questo punto mi confronterò con le forze dell’ordine e le autorità preposte per cercare di trovare un modo per impedire i tuffi. Non è giusto chiudere il pontile ai turisti. Bisognerà trovare un modo per impedire lanci nel vuoto».
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