Sicurezza sul lavoro, l’appello al governo parte dall’università

All’ateneo il segretario nazionale della Uil Bombardieri: «Basta morti: serve agire prima che le tragedie accadano»
CHIETI. Sicurezza sul lavoro, prevenzione, pari opportunità e lavoro inclusivo e, soprattutto, intervenire «prima che le tragedie accadano». Sono queste le parole del segretario nazionale della Uil, Pierpaolo Bombardieri ospite dell’università d’Annunzio di Chieti durante il convegno dal titolo “La sicurezza della cultura per una cultura della sicurezza, una prospettiva anche di genere”. Un incontro che, come per coincidenza, si è svolto pochi giorni dopo un’altra morte bianca sul lavoro: martedì mattina un 32enne è morto a Bussi mentre lavorava in montagna. E da Chieti arriva l’appello al governo nazionale. «L’azione del governo è nulla rispetto al problema della sicurezza sul lavoro», dice Bombardieri, «abbiamo fatto diversi incontri come Cgil, Cisl e Uil, e abbiamo presentato anche l’ipotesi di un patto sulla sicurezza che si occupasse di prevenzione e di formazione. Abbiamo ascoltato tante chiacchiere, ma fatti zero: nella manovra non c’è un solo riferimento al tema della sicurezza sul lavoro».
Ma i sindacati non perdono il loro impegno per promuovere e diffondere il tema. «Dobbiamo continuare a fare di questa battaglia la nostra principale attività», continua Bombardieri, «perché se parliamo di sviluppo, di lavoro, di futuro e non c’è rispetto della vita delle persone che vanno a lavorare è inutile affrontare qualsiasi altra situazione. C’è una sorta di assuefazione ai morti sul lavoro, si considerano incidenti anche quando non lo sono e non c’è una reazione da parte di tutti, della politica, dell’opinione pubblica, delle aziende che intervenga in modo deciso per eliminare questa strage».
All’incontro sono intervenuti Liborio Stuppia, rettore della d’Annunzio, Luca Di Giampaolo, presidente del corso di laurea in Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Michela Cortini, presidente del corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche, Annarita Frullini del Centro studi strategia di genere, Gianna Tollis, responsabile regionale del coordinamento Pari opportunità Uil Abruzzo e il responsabile del settore sicurezza sul lavoro Uil Ivana Veronese.
Fondamentale intervenire prima che i fatti, gli incidenti mortali, avvengano sul posto di lavoro. E la formazione in materia deve partire già nelle scuole e nelle università. «Non bisogna intervenire quando abbiamo già registrato un morto o un infortunato», dice il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo, «bisogna cambiare la cultura, ecco perché abbiamo scelto di fare questo incontro all’università di Chieti, dove c’è un corso di laurea triennale dal quale usciranno esperti in tecniche di prevenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Il tema della sicurezza sul lavoro deve diventare patrimonio culturale del Paese e questione di interesse della nostra regione. Da un alto bisogna lavorare per sensibilizzare governo e istituzioni regionali e locali a mettere in campo tutte le iniziative di formazione e informazione e di finanziamento sul settore, dall’altro cambiare la cultura del mondo del lavoro e dell’impresa, partendo dalle scuole e dalle università, iniziando a far comprendere ai giovani che il tema della sicurezza va messo al primo posto».
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