Soffocata dal cibo, una parola può scagionare i medici

CHIETI. Le era stato prescritto cibo esclusivamente liquido o semplicemente morbido, cioè facile da masticare? L’inchiesta per omicidio colposo per la morta da soffocamento di una paziente di Villa...
CHIETI. Le era stato prescritto cibo esclusivamente liquido o semplicemente morbido, cioè facile da masticare? L’inchiesta per omicidio colposo per la morta da soffocamento di una paziente di Villa Pini gira intorno a questa sostanziale distinzione. Nicoletta Cerritelli, 78 anni di Chieti, è deceduta in clinica il 12 luglio scorso. Due giorni fa, l’autopsia ha confermato che la causa della morte è stata un boccone finito nelle vie respiratorio. Quel giorno la donna mangiò un brodino e una spinacina. Vedendola però soffocare, i medici le avrebbero praticato, purtroppo inutilmente, la manovra di Heimlich, cioè una decisa pressione sotto il diaframma che comprimendo i polmoni fa uscire il cibo che ostruisce le vie respiratorie. Nessuno dei 4 indagati, tre medici e un’infermiera, avrebbe quindi colpa professionale per quanto riguarda il soccorso. La negligenza potrebbe però essere consistita nel far mangiare alla donna un cibo non liquido.
Su questo punto si concentra l’indagine della Mobile coordinata da Francesco Costantini (nella foto). Ieri pomeriggio, a San Giustino, si sono svolti i funerali della Cerritelli.(l.c.)

