Soldi rubati nella cassetta offerte Quattro ladri filmati e denunciati

Liscia. I carabinieri scoprono la gang dei furti ripetuti nel santuario di San Michele Arcangelo E due di loro sarebbero quelli del raid tentato nella casa di Gissi e fotografati durante la fuga
LISCIA. La tecnica era semplice: bastava cospargere un filo metallico di colla e infilarlo nella fessura della cassetta delle offerte. E pazienza se una telecamera riprendeva la scena. Ai ladri non importava. Da mesi le offerte dei fedeli lasciate nel santuario di San Michele Arcangelo di Liscia sparivano. Facile immaginare il malumore e la preoccupazione dei fedeli. I carabinieri hanno deciso di mettere fine al malvezzo. Grazie alle immagini e agli indumenti dei ladri, gli investigatori li hanno identificarli. E.A., 28enne di Napoli ma residente a Gissi; S.G., 41anni, M.G., 26 enne; D.N.A., 32 anni, tutti residenti a Gissi sono stati denunciati per furto aggravato in concorso. I militaridi San Buono, su disposizione del sostituto procuratore di Vasto Michele Pecoraro, hanno notificato ai quattro il provvedimento. Gli investigatori ritengono che il quartetto sia l’autore di ripetuti furti messi a segno nel luogo sacro dal 2015 al 2018.
«I colleghi di San Buono», spiega il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia carabinieri di Vasto, «insospettiti da alcune frequentazioni, hanno deciso di concentrare l’attività investigativa sul gruppo già noto alle forze dell’ordine». Il parroco e gli operatori della chiesa hanno fornito ai militari le immagini della videosorveglianza e i fotogrammi si sono rivelati un validissimo aiuto per gli investigatori. Oltre a rivelare i lineamenti dei quattro, le immagini hanno fornito dettagli importanti sull’abbigliamento dei ladri. «Il gruppo», racconta il maggiore Consales, «entrava nel santuario e si dirigeva verso la cassetta delle offerte dei fedeli. A volte con una tronchesina spezzava i lucchetti che impedivano l’apertura della cassetta e si impossessava del denaro. I carabinieri di San Buono hanno contato sei furti commessi in questo modo. Altre volte», prosegue il maggiore, «i 4 introducevano nella fessura della cassetta delle offerte un filo metallico cosparso di colla che si attaccava alle banconote. I soldi venivano tirati fuori senza dover danneggiare il contenitore». L’amministrazione parrocchiale ha anche adeguato le cassette delle offerte impedendo l’introduzione del filo di metallo. Il gruppo non si è arreso. «Per quanto ridotti», spiegano i carabinieri, «gli importi hanno fruttato ai quattro circa 1.000 euro. Il bottino costituiva una sorta di “introito quotidiano”». Per prendere i soldi i ladri hanno forzato anche un candelabro con cassetta delle offerte.
Ieri i carabinieri hanno perquisito le case degli indagati con l’ausilio di unità cinofile antidroga di Chieti. I controlli hanno consentito il ritrovamento dei capi di abbigliamento ripresi dalla videosorveglianza oltre a residui di stupefacenti. Due dei denunciati inoltre sono indagati anche per tentato furto in un’abitazione avvenuto lo scorso marzo a Gissi. Uno dei due si era arrampicato sulla grondaia di uno stabile ed era stato ripreso da alcuni operai che stavano lavorando nella zona. (p.c.)
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