«Spariti 500mila euro di fondi» Le opposizioni contro la giunta

SAN VITO CHIETINO. «Spariti 500.000 euro degli investimenti nel bilancio del Comune. I soldi, ricavati dall’ente nella vendita del primo lotto della Sangro Servizi, erano stati inseriti negli...
SAN VITO CHIETINO. «Spariti 500.000 euro degli investimenti nel bilancio del Comune. I soldi, ricavati dall’ente nella vendita del primo lotto della Sangro Servizi, erano stati inseriti negli investimenti già dalla giunta Catenaro, confermati poi nel primo bilancio Bozzelli e invece ora paiono essersi volatilizzati». A denunciare la situazione sono i consiglieri di opposizione Luciano Bucco e Paola Bomba di Nuova Alleanza per San Vito ed Enzo Altobelli e Guerriero Giannantonio di ViviAmo San Vito.
Durante il consiglio comunale nei giorni scorsi hanno chiesto all’amministrazione di fare chiarezza sulla destinazione d’uso del mezzo milione di euro. «Questa ingente somma», dicono i gruppi di opposizione, «sparita dalla parte destinata agli investimenti e usata diversamente nel rendiconto 2017, non è stata mai reintegrata, come previsto per legge. Non crediamo poi alle fantasiose giustificazioni fornite in consiglio dalla maggioranza, che ha affermato che: “La somma è stata utilizzata per il finanziamento del Fondo crediti di dubbia esigibilità”». Le opposizioni prima di arrivare in consiglio hanno chiesto la presenza in aula del revisore dei conti, perché potesse fare chiarezza. «Ma non c’è stato alcun confronto», riprendono i consiglieri, «perché il revisore non si è presentato. Ne chiediamo la revoca per inadempienza rispetto all’attività di collaborazione con l’organo consiliare previsto dallo statuto comunale e dalla legge».
Le spiegazioni sarebbero arrivate dal sindaco, dall’assessore alle finanze Roberto Nardone e dall’ufficio, ma per i consiglieri sono state “aleatorie”. «500.000 euro in un bilancio come quello del Comune di San Vito», dicono i consiglieri, «è una cifra notevole, fondamentale se vincolata agli investimenti, per questo la vicenda merita ulteriori approfondimenti nell’interesse della comunità. È vero che si può destinare la cifra nel Fondo crediti di dubbi esigibilità, se è lì, ma va poi reintegrata negli investimenti e non è stato fatto». (t.d.r)
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