Stabilimento balneare sequestrato «Adesso si facciano le verifiche»

Fossacesia. Dal Comune chiarimenti sull’impianto contestato: «Noi abbiamo rispettato le regole» Il sindaco Di Giuseppantonio: «Burocrazia lenta, l’area è troppo vicina al mare per l’erosione»
FOSSACESIA . «La natura non aspetta i ritmi della burocrazia e così, nel frattempo, l’area concessa nel 2013 ha subito una riduzione a causa dell’erosione». È racchiusa in questa affermazione del sindaco Enrico Di Giuseppantonio la sintesi della vicenda che riguarda il contestato stabilimento balneare in costruzione sul lungomare sud di Fossacesia. Un progetto pensato per una spiaggia ampia oltre 45 metri (nel 2006) e finito, 15 anni dopo (inverno 2021), con il mare che lambisce le fondazioni. Dopo il comprensibile clamore e gli esposti alle autorità competenti, i lavori sono stati sospesi. In primis dalla ditta, la Gte dell’imprenditore lancianese Paolo Paolucci. Martedì sono seguiti l’ordinanza del Comune di Fossacesia e il sequestro preventivo del cantiere da parte della capitaneria di porto, su disposizione della Procura di Lanciano. In attesa delle verifiche, è tutto bloccato. Nell’ordinanza del responsabile dell’Ufficio demanio e urbanistica, Domenico Moretti, si specifica come il fenomeno dell’erosione marina «ha comportato un notevole avanzamento della linea di riva verso la costruenda struttura, portando ad una sostanziale mutazione e configurazione dell’area demaniale marittima concessa».
«Siamo di fronte ad un tipico esempio di labirinto dedalico della burocrazia italiana», sottolinea Di Giuseppantonio, ricostruendo i passaggi che hanno permesso di gettare le basi per la costruzione dello stabilimento “Il Pirata”. «Sindaco e amministrazione comunale non hanno competenza su concessioni balneari, autorizzazioni e permessi di costruire», puntualizza, «sono atti gestionali che compie il responsabile dell’ufficio competente, che si avvale del rispetto delle norme in vigore. Nei giorni scorsi, tuttavia, ho chiesto all’Ufficio tecnico di valutare la sospensione dei lavori in via cautelare e il responsabile, tramite il Suap, ha provveduto nel merito».
La storia dell’area demaniale risale al 2006. «L’allora consiglio comunale adottò il Piano demaniale marittimo», ricorda il sindaco, «prevedendo che in quella zona, dove all’epoca il fronte mare aveva un’ampiezza di oltre 45 metri, potesse sorgere uno stabilimento balneare. Nel 2008 l’assise civica recepì un bando tipo della giunta regionale. L’area venne poi aggiudicata nel 2013 alla ditta Gte». Da allora l’erosione marina ha ridotto le dimensioni della spiaggia, tanto da indurre la società a rimodulare in lunghezza, in orizzontale, lo spazio perso e a chiedere anche la delocalizzazione, quest’ultima non concessa. Nel 2019, infine, il Suap rilascia il permesso di costruire. «Senza i pareri favorevoli degli enti sovraordinati sarebbe stato impensabile ottenere il permesso a realizzare lo stabilimento», rimarca Di Giuseppantonio, «ad ogni modo è mia premura far verificare dagli organi preposti tutta la questione. La mia storia come sindaco e presidente della Provincia è stata sempre incentrata al rispetto dell’ambiente, del paesaggio, delle leggi. Non tollero che la mia amministrazione venga offesa e per questo ho dato incarico di agire contro i commenti diffamatori di questi giorni».

