Stadio in festa per il piccolo Filippo «Vi ringrazio, mi avete reso felice»

Prima del derby Chieti-L’Aquila, premiato all’Angelini il ragazzino di 12 anni sopravvissuto al fulmine L’emozione dei genitori: «È stata un’esperienza unica, la porteremo per sempre nel nostro cuore»
CHIETI. Non c’è rivalità che tenga davanti alla storia a lieto fine di Filippo, il ragazzino salvo per miracolo dopo essere stato colpito da un fulmine lo scorso 30 agosto mentre si allenava al campo Celdit di Chieti Scalo. Applausi, cori da stadio e auguri per il dodicenne più forte di un fulmine. Ieri, prima del fischio d’inizio del derby di serie D Chieti-L’Aquila (1-0) giocata allo stadio Angelini, Filippo è stato premiato dall’associazione Oltre il centenario insieme a tutti i vertici della squadra neroverde.
La disavventura del giovane ha tenuto con il fiato sospeso l’intera città: dopo l’incidente Filippo ha lottato tra la vita e la morte su un letto d’ospedale. E la vicenda ha superato anche i confini regionali: l’Italia intera ha fatto il tifo per lui. E Filippo ha vinto la sua partita. «A Filippo, ragazzo forte, coraggioso e con tanta voglia di vivere. Il popolo neroverde ti augura il meglio», è la dedica che il presidente dell’associazione Stefano Marchionno, insieme a Nando Scaramazza e Angelo De Medio, ha donato al ragazzino prima della derby. Ad accogliere Filippo in campo c’era anche l’allenatore del Chieti Mauro Chianese, il presidente del Chieti calcio Ettore Serra e il direttore generale Demetrio Sartiano.
Marchionno ha consegnato al giovane il libro pubblicato dall’associazione per i cento anni della Chieti calcio e la maglia neroverde di cui il dodicenne è tifoso. «Quello che è accaduto a Filippo», ha detto Marchionno, «ha colpito tutta la città, abbiamo seguito passo dopo passo l’evoluzione della sua convalescenza e accolto con tanta gioia le buone notizie. Con questo gesto vogliamo fargli sentire tutta la vicinanza del popolo neroverde».
Ieri era presente anche il direttore del personale della Chieti calcio Gaetano Alessandria che gli ha donato a nome della società il gagliardetto della Chieti Fc 1922. Dopo la premiazione, la curva Volpi ha omaggiato Filippo con un lungo applauso: dagli spalti sono arrivate anche altre magliette della squadra. Tra i regali del pubblico ci sono stati anche i biglietti per andare a vedere un partita del Milan, la squadra del cuore di Filippo. «Ringrazio tutti quelli che, in questa giornata, mi hanno reso felice con una grande festa», dice il dodicenne, «e tutti quelli che in questi giorni si sono preoccupati per me». Sotto la tribuna del Chieti c’erano anche la mamma, Federica Troiano, il papà, Andrea D’Alessandro e la sorella Aurora. «È stato tutto bellissimo», racconta emozionata Federica, «un’esperienza unica che porterò sempre nel mio cuore».
Emozionato anche Andrea, che ha visto il piccolo di nuovo sul suo amato campo da calcio. «Nella sfortuna», racconta il padre, «è andata bene, Filippo ha ancora qualche bruciatura, ma il peggio è passato e ci siamo buttati la preoccupazione alle spalle». E il piccolo calciatore del River ’65 non vede l’ora di poter tornare a correre dietro al pallone. Dopo le dimissioni dall’ospedale, è andato subito a salutare i compagni di squadra e il suo allenatore. Filippo non si è lasciato abbattere dall’incidente e, anche con il piede sinistro ancora fasciato per l’ustione che gli ha provocato il fulmine, è corso sul campo dove si allena da quando ha cinque anni.
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