Stop al superbonus, gli ingegneri: «Intervengano i parlamentari»

Il presidente dell’Ordine Staniscia scrive a Meloni e agli eletti in Abruzzo per chiedere una modifica: «Se non si sbloccano i crediti fiscali, ci saranno conseguenze nefaste per le imprese e i cittadini»
CHIETI. Gli ingegneri lanciano un appello ai parlamentari per chiedere di «attivarsi con vigore» e fare in modo che venga «rivista la decisione del governo» di bloccare il meccanismo della cessione del credito e dello “sconto in fattura” per i bonus fiscali, a cominciare dal Superbonus per il settore edilizio. Le «serie preoccupazioni» dell’Ordine, presieduto da Massimo Staniscia, sono riportate in una lettera al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a Guido Liris, Etel Sigismondi, Michele Fina, Gabriella Di Girolamo, Guerino Testa, Alberto Bagnai, Fabio Roscani, Rachele Silvestri, Luciano D’Alfonso, Daniela Torto, Nazario Pagano e Stefania di Padova. La richiesta è di «aprire presto un tavolo di confronto, per evidenziare le criticità e riportarle all’attenzione del Governo», auspicando «consultazioni più intense con gli operatori del settore». C’è anche un suggerimento di revisione ed è quello di concedere una premialità a quegli interventi che garantiscano un miglioramento sismico degli edifici.
La bocciatura nei confronti del governo è totale, da parte dell’Ordine che parla di «scelta devastante, considerato il numero di cantieri aperti e l’entità dei crediti pregressi incagliati». Si poteva pensare a una revisione, dicono sempre gli ingegneri, ma «cancellare il meccanismo della cessione del credito vuol dire cancellare i bonus edilizi colpendo in particolare le persone meno abbienti». In provincia di Chieti, questa la stima dell’Ordine, sono più di 2.000 gli interventi sostenuti nel 2022 dal Superbonus, con più di 550 milioni di euro ammessi a detrazione. «È urgentissimo», prosegue la lettera, «trovare una soluzione che garantisca lo sblocco immediato della cessione dei crediti fiscali altrimenti il paradosso attuale che vede cassetti fiscali pieni e una liquidità pari a zero per le imprese che hanno realizzato i lavori deflagrerà con conseguenze nefaste in termini sociali, oltre che economiche». Con le imprese a rischio, infatti, si annunciano licenziamenti.
Gli ingegneri sottolineano gli effetti positivi del bonus sulla sicurezza sismica degli edifici e sulla efficienza energetica, che sono «fondamentali per la collettività» e fanno notare che gli interventi eseguiti hanno «generato introiti per i Comuni, per le sanatorie e per il gettito di Imu e Tari», oltre a comportare «un maggior gettito fiscale», essendo stati fatturati i lavori. «Bloccare tutto all’improvviso vuol dire scalfire questi effetti, creando danni economici e fermando progetti oramai definiti e pronti per iniziare i lavori», con una penalizzazione per «tutti quei tecnici che hanno impiegato tanti mesi di lavoro senza vedere la loro professionalità ricompensata», visto che molti si sono ritrovati senza compenso a novembre 2022. «I crediti incagliati se non si sbloccano, creeranno un danno per le imprese e per i cittadini: molti, infatti, si ritroveranno con interventi lasciati a metà poiché le imprese non potranno ultimare i lavori». Eppure «lo stop del governo giunge proprio mentre l’Ue approva la direttiva Case Green, che obbligherà a una soglia minima di efficienza energetica per i fabbricati e promuove una politica di affrancamento dalle fonti fossili e di transizione energetica, con investimenti nel settore delle fonti rinnovabili». Un altro motivo, questo, che spinge a chiedere «una ragionevole soluzione al problema».
L’Ordine degli ingegneri si «augura che ci sia una revisione della norma ma non la sua interruzione: un suggerimento potrebbe essere concedere una premialità maggiore a quei lavori che migliorano tutte le caratteristiche del fabbricato, nella falsariga che aveva il bonus eco e sisma 85/15 (ancora vigente). Sarebbe lungimirante», aggiunge la lettera, «arrivare al 110% effettuando un intervento che garantisca anche un miglioramento sismico del fabbricato, non solo energetico» suggerisce l’Ordine augurandosi che i parlamentari prendano in considerazione queste indicazioni.

