Studenti contro i prof Parte la fotopetizione degli universitari

23 Maggio 2018

CHIETI. Una fotopetizione contro lo sciopero dei docenti universitari. L’ha lanciata all’università d’Annunzio l’associazione 360 gradi, in collaborazione con l’Unione degli studenti universitari...

CHIETI. Una fotopetizione contro lo sciopero dei docenti universitari. L’ha lanciata all’università d’Annunzio l’associazione 360 gradi, in collaborazione con l’Unione degli studenti universitari (Udu), e consiste in uno scatto con un cartello in mano in cui ogni studente spiega quale danno avrà dallo sciopero dei professori universitari. Tra pochi giorni scatterà infatti la nuova protesta dei 7mila docenti universitari che hanno aderito chiedendo di rivedere il sistema degli scatti di stipendio, che li vedrebbe penalizzati rispetto al resto dei dipendenti della pubblica amministrazione. Ma lo sciopero di giugno rischia di far saltare gli appelli della sezione estiva. E così ecco gli scatti fotografici degli studenti contrari allo sciopero.
«Il tuo diritto di sciopero non può danneggiare il mio diritto allo studio», scrive nella fotopetizione Alfonso Tricarico, esponente di 360 gradi e presidente della Consulta degli studenti.
«Abbiamo deciso di portare la fotopetizione anche all’università d’Annunzio perché pensio sia giusto protestare contro questa manifestazione che danneggia in primis noi studenti, che non abbiamo nulla a che fare con i problemi che hanno i professori universitari con il governo centrale».
Sono circa un centinaio i ragazzi che hanno partecipato alla fotopetizione mettendoci in tutti i sensi la faccia. «Lo sciopero mi danneggia perché un esame non sostenuto mi impedisce di svolgerne altri», scrive uno studente. «Non si può rivendicare un diritto sulla pelle di chi non ne ha e non può difendersi», si legge su un altro cartello. «Lo sciopero mi danneggia perché per un appello in meno si aggiunge un anno intero», dice un altro studente. «Lo sciopero ci danneggia perché siamo studenti non numeri», dice una ragazza sul suo cartello. «Per un appello in meno potrei perdere la borsa di studio», scrive un altro. «Lo sciopero mi danneggia perché mi servono crediti per la borsa di studio», si legge ancora. E infine, semplicemente, «Lo sciopero mi danneggia perché mi devo laureare».
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