Tari, approvate le nuove tariffe «In bolletta aumenti contenuti»

I rincari dovuti alla rinegoziazione del contratto col gestore EcoLan, che passa da 5, 1 milioni a 5,35 L’assessore Ranieri: leggere variazioni. Cotellessa: in 2 anni una famiglia media paga 24 euro in più
LANCIANO. Saranno spalmate principalmente su categorie non domestiche le variazioni del costo del servizio di igiene urbana gestito da EcoLan spa che si abbatteranno sulla Tari 2023. Lo ha annunciato ieri in aula di consiglio l'assessore alle finanze, Danilo Ranieri, che ha illustrato le nuove tariffe della tassa dei rifiuti alla luce della rinegoziazione del contratto con il gestore, il cui costo per il servizio passa da 5.100.000 euro a 5.357.000 euro. L'approvazione della nuova Tari è stata approvata coi soli voti della maggioranza, non senza critiche da parte della minoranza.
«Non si tratta di aumenti», precisa Ranieri in aula, «ma di leggere variazioni che afferiscono, alla peggio, in 14 euro in un anno, ovvero 1,17 euro al mese per una casa di quasi 140 metri quadri con 6 residenti. Qualche scostamento maggiore sarà sulle utenze non domestiche, tra cui l'unica più penalizzata è l'ospedale che avrà un aumento di 1.918 euro annuo. Tutte le altre categorie sono abbondantemente sotto i 100 euro annui, tranne tre categorie di poco sopra. Il principio che perseguiamo è quello che chi più sporca più paga. Vogliamo far capire ai cittadini che il loro virtuosismo, l'essere partecipi e collaborativi nella gestione del servizio, specie nel differenziare bene, costituisce un elemento fondamentale per mantenere questo livello tariffario basso e contenerlo nei limiti ex lege e contrattuali. Questo», rimarca Ranieri, «soprattutto tenuto conto della fase inflazionistica che inevitabilmente si ripercuoterà il prossimo anno sulla tariffa dei rifiuti che, ricordo, serve per remunerare e pagare il servizio che non è solo di gestione dei rifiuti, ma anche di pulizia e spazzamento della città».
Tra le categorie più penalizzate per una maggiore produzione di indifferenziato ci sono anche le case di risposo che dovranno sborsare 1.251 euro in più in un anno. «Negli anni dell'amministrazione Pupillo», ha ricordato in aula il consigliere di minoranza Piero Cotellessa del gruppo “Uniti X Lanciano”, «avevamo raggiunto il primato del Comune sopra i 15mila abitanti con la tariffa Tari più bassa d'Abruzzo. Oggi questa amministrazione va in una direzione diversa. Una famiglia media di 3 persone che abita in un appartamento di 100 metri quadri ha visto negli ultimi due anni un aumento di 24 euro l'anno che diventeranno probabilmente più di 50 nel 2024 con gli adeguamenti Istat. Nel 2021 gli stessi amministratori che da consiglieri di minoranza lamentavano l'aumenti di 2-3 euro l'anno, oggi invece sono silenti. Anche le attività non domestiche colpite dagli aumenti Tari, sono quelle che hanno già sofferto tantissimo in questi anni per gli aumenti dei costi energetici, delle materie prime e anche delle tasse comunali». «La narrazione dell’opposizione sulla Tari è distonica», replica l'assessore e vicesindaco Ranieri, «perché racconta di percentuali di aumento paragonando questi anni con il loro ultimo biennio Covid nel quale la tariffa rifiuti era ridotta per i fondi Covid governativi che oggi non ci sono più. Siamo attenti alle famiglie e al peso fiscale che grava su di loro, prova ne è l'attenzione allo spostamento delle scadenze delle 4 rate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

