Tari, l’attacco arriva da sinistra: «Quella delibera è illegittima»

3 Luglio 2024

Di Primio, Raimondi e De Luca: «Gli indirizzi dovevano essere dettati dal consiglio e non dalla giunta» E c’è il rischio “bollette pazze”: «Non sarebbe successo riassumendo i dipendenti della Teateservizi»

CHIETI. Otto quesiti tecnici che segnano una distanza, anche tutta politica, con la maggioranza del sindaco Diego Ferrara. A stilare gli otto quesiti sono i consiglieri di “Liberi a sinistra” Silvio Di Primio, Edoardo Raimondi e Valentina De Luca. I tre hanno posto i quesiti nel consiglio comunale di lunedì: non avendo avuto risposta, sono usciti fuori dall’aula e non hanno votato le delibere che hanno dato il via libera alla riscossione della tassa sui rifiuti (Tari), neanche l’immediata eseguibilità, accendendo la polemica con il resto della maggioranza.
Gli otto quesiti riguardano interamente la riscossione Tari, secondo i tre viziata da illegittimità, dovute al fatto che gli indirizzi dovevano essere dettati dal consiglio comunale e non dalla giunta. I quesiti, condivisi con i commissari della prima commissione, sono stati indirizzati al segretario generale Celestina Labbadia – che si è rifiutata di rispondere in aula ma ha detto che replicherà per iscritto – e ai revisori dei conti, che in consiglio non si sono neanche presentati. Le domande insistono sempre sullo stesso concetto: «Se la competenza di indirizzo in questione sia stata effettivamente e pienamente rispettata e assolta in modo esaustivo dal consiglio, organo competente in materia».
Secondo “Liberi a sinistra”, la delibera di giunta che ha permesso l’avvio della riscossione grazie all’affido di un soccorso esterno agli uffici comunali – un aiuto da circa 100mila euro – ha preso decisioni che non spettavano alla giunta ma al consiglio. Dubbi anche sul piano tariffario e su un possibile effetto “bollette pazze”, alla luce del fatto «che si è dichiarato pubblicamente che le banche dati di proprietà del Comune per l’accertamento delle posizioni dei contribuenti risulterebbero ancora incomplete e da aggiornare». Un problema che sarebbe stato evitato se con i 100mila euro fossero stati riassunti i dipendenti licenziati da Teateservizi.
Il sindaco Diego Ferrara, sulla mancata riassunzione, è netto: non si poteva fare, dice, soprattutto per il fatto che il bilancio dell’ente è ancora al vaglio del ministero. E sulla posizione di Liberi a sinistra parla di atteggiamento da cupio dissolvi, desiderio di dissolvimento. «Attenzione», gli risponde Raimondi via social, «che, se si continua così, se non si vuole ascoltare più nessuno ad eccezione di chi dice sempre e solo “sì”, il cupio dissolvi finirà per trasformarsi in condanna per gli stessi accusatori».
Prende posizione contro “Liberi a sinistra” anche il capogruppo di “Chieti c’è”, Vincenzo Ginefra, che in consiglio auspica una riflessione politica, ritenendo «molto grave non votare neanche l’immediata eseguibilità dei provvedimenti».
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