Tassa di soggiorno, aumenti del 30%

13 Marzo 2019

Il Comune modifica le tariffe per alberghi e strutture ricettive. Protesta l’opposizione: «Così si danneggia il settore»

VASTO. Aumentano le tariffe per le strutture alberghiere, extra-alberghiere e per quelle ricettive all’aria aperta. La giunta vara il nuovo piano tariffario dell’imposta di soggiorno introdotta il 1° gennaio 2014 e, con l’obiettivo di acquisire risorse «per continuare a valorizzare il patrimonio storico e ambientale, nonché mantenere i servizi erogati», decide di apportare modifiche alle tariffe stabilite a suo tempo. È del 26 febbraio scorso la delibera che sta scatenando durissime reazioni sia da parte di Federalberghi, sia da parte dell’opposizione consiliare. Pur confermando l’esonero al pagamento della tassa per i mesi invernali, l’esecutivo guidato dal sindaco Francesco Menna ha aumentato le tariffe per le strutture alberghiere con una e due stelle – che passano da 1 a 1,50 euro – per le strutture ricettive all’aria aperta (da 1 a 1,50 euro) e per ostelli, affittacamere, room and breakfast, locande, case, appartamenti ammobiliati per uso turistico, bed & breakfast e agriturismi. In questi casi la tariffa passa da 1 a 1,50 euro. Aumento di 50 centesimi anche per le strutture alberghiere a 3 stelle (da 1,50 a 2 euro), mentre le strutture a 4 e 5 stelle che in città scarseggiano, dopo la chiusura di alcuni alberghi (ultimo in ordine cronologico il Palace Hotel), passano da 2 a 2,50 euro.
Fioccano le proteste. Parla di «decisione calata dall’alto» Alessandra Cappa, consigliera comunale di Unione per Vasto, che sull’argomento ha presentato una interrogazione. «Tale situazione evidenzia il metodo con il quale il Comune pretende di gestire il settore del turismo, quello di prendere decisioni senza coinvolgere gli operatori», attacca l’esponente del centrodestra, che chiede all’amministrazione come sono stati gestiti e a cosa sono stati destinati gli introiti della tassa di soggiorno dell’anno 2018 e se intende aprire «un tavolo di concertazione per decidere come utilizzare gli introiti, peraltro maggiori, che deriveranno dalla imposta relativa al 2019».
Contrariato anche Marco Di Michele Marisi, segretario cittadino di Fratelli d’Italia-An. «Quello che indigna e che difficilmente aiuta a mandar giù un provvedimento del genere, è che non vi è stato, dall’anno di introduzione dell’imposta di soggiorno a Vasto, un miglioramento dei servizi, né un aumento degli stessi», chiosa Marisi, «va da sé che considerare un aumento senza aver dimostrato, nei precedenti anni, di aver saputo impiegare l’imposta di soggiorno investendo sui servizi così da giustificare agli stessi turisti l’innalzamento della tariffa, non fa altro che ostacolare gli arrivi oltre che lo stesso sviluppo del comparto in affanno già da diverso tempo».
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