Tassa di soggiorno Chiesta l’abolizione nella bassa stagione

29 Ottobre 2014

Fino ad agosto il Comune ha incassato circa 200mila euro Lembo (Confesercenti): ma il balzello va abolito d’inverno

VASTO. Dalle poche migliaia di euro dei mesi invernali (febbraio e marzo) a 52mila euro di luglio e alle 100mila euro di agosto. Il rendiconto mensile dell’imposta di soggiorno, il balzello istituito dall’amministrazione comunale nonostante la netta contrarietà degli operatori del settore, mostra un flusso concentrato, come era del resto prevedibile, nei mesi estivi con un introito preventivato per le casse municipali di circa 250mila euro, scaturito, nel 78% dei casi dagli hotel, per il 18% dai campeggi e per il restante 4% dai B&B.

Le entrate derivanti dalla tassa a carico dei vacanzieri e il loro utilizzo sono stati al centro del tavolo sul turismo convocato nei giorni scorsi a Palazzo di città dall’assessore Vincenzo Sputore. Per albergatori, titolari di strutture ricettive e associazioni di categoria è stata l’occasione per un primo bilancio sulla stagione turistica 2014 e per chiedere l’eliminazione della tassa durante la bassa stagione, proprio in virtù dei dati elaborati dall’ufficio tributi.

«Durante i mesi invernali il Comune incassa poche migliaia di euro», sostiene Simone Lembo, direttore della Confesercenti, «eliminare la tassa di soggiorno durante la bassa stagione, anche in virtù degli scarsi introiti registrati nei mesi di febbraio, marzo e aprile, avrebbe sicuramente un impatto importante sugli ospiti e andrebbe ad incentivare la destagionalizzazione».

La discussione è stata incentrata anche sulla destinazione dei fondi, che per legge, devono essere reinvestiti sul turismo. Il tavolo ha individuato alcune priorità: arredo urbano, trasporti, accoglienza e un unico grande evento di spessore come il Siren Festival. «Gli introiti devono essere utilizzati soprattutto per migliorare i servizi», propone Lembo, «ma, in quest’ottica, riteniamo importante il coinvolgimento dei turisti che scelgono Vasto per le loro vacanze. Considerato che sono loro a tirare fuori i soldi per la tassa di soggiorno perché non pensare ad un questionario attraverso il quale poter raccogliere proposte e suggerimenti, come succede in tante altre località turistiche?».

Insomma, archiviate le polemiche per l’introduzione del balzello, si pensa ora a come utilizzare i proventi derivanti dalla sua introduzione. Il prossimo tavolo sul turismo, in programma a novembre, dovrebbe fare chiarezza sulle questioni sollevate dagli operatori, compresa l’eliminazione dell’imposta durante i mesi invernali.

La tassa è entrata in vigore a febbraio. Le tariffe individuate dal Comune tengono conto delle categorie delle strutture ricettive, secondo criteri di gradualità e di proporzionalità. Per gli alberghi con una e due stelle la tariffa è di un euro a persona per ogni pernottamento. Stesso importo per campeggi, villaggi turistici, centri vacanze, case per ferie, ostelli, affittacamere, bed & breakfast, agriturismi, aree attrezzate di sosta temporanea e appartamenti per le vacanze. L’importo sale a 1,50 per gli alberghi a tre stelle e a due euro per gli hotel della riviera a 4 e 5 stelle.

Anna Bontempo

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