«Tassa di soggiorno inutile senza turismo»

Operatori contrari alla proposta del sindaco Di Primio: «Solo un modo del Comune per fare cassa»
CHIETI . Scoppia la polemica sulla proposta di inserimento della tassa di soggiorno in città, ipotizzata dal sindaco Umberto Di Primio per raccogliere soldi da destinare alle manifestazioni culturali e, forse, anche per mostrare alla Corte dei conti - che lo ha bacchettato - che si sta dando da fare rispetto al capitolo entrate finanziarie. Ma si accende la discussione. «Siamo sempre stati, in linea di massima, contrari alle tasse di soggiorno», dice Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio, «questa misura sarebbe concepibile in una grande città con troppo turismo, problema contrario a quello di Chieti. Anche come Federalberghi ci siamo sempre schierati contro le tasse di soggiorno. Un modo per il Comune di fare cassa. Dovrebbe essere una tassa di scopo: dicano chiaramente che cosa si vorrebbe fare con quelle possibili entrate». La richiesta di progettualità, anche per il settore turistico, è invocata pure dal direttore di Confartigianato Daniele Giangiulli: «Il problema non è la tassa di soggiorno, che applicano dappertutto. Non è questo che va a incidere sulla ricettività turistica. Andrebbe fatto un discorso più ampio: viste le condizioni in cui siamo, servirebbe un piano di promozione e di marketing per il territorio, per la città e per l’intera regione». «Bisogna partire dal presupposto che la tassa di soggiorno non è finalizzata a sanare le casse del Comune», afferma Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di commercio, «essa ha una finalizzazione specifica per il settore turistico, come prevede la legge. Che se ne possa fare un uso sbagliato è un’altra questione: la cosa può essere positiva se finalizzata correttamente a valorizzare la città». Per Davide Di Nardo, delegato Confesercenti per Chieti centro, è «una mossa inutile. Tenendo presente che la posizione della Corte dei conti era chiara già da diverso tempo e ci si sarebbe dovuti muovere prima, con ben altre misure. È inaccettabile una tassa su quel già minimo turismo che c’è in città. Il sindaco andasse a vedere come sono stati spesi gli oltre 300mila euro per la riqualificazione di via Toppi e di Santa Maria. Inizierebbe a comprendere da dove una gestione, sana, possa evitare gli sprechi». (e.r.)

