Tassa di soggiorno sui migranti Il sindaco dice sì

CHIETI. Il centrodestra fa quadrato intorno alla proposta del consigliere di Forza Italia Emiliano Vitale per estendere la tassa di soggiorno anche ai migranti. «Io sono favorevole», dice il sindaco...
CHIETI. Il centrodestra fa quadrato intorno alla proposta del consigliere di Forza Italia Emiliano Vitale per estendere la tassa di soggiorno anche ai migranti. «Io sono favorevole», dice il sindaco Umberto Di Primio. Domani alle 9,30, dopo il voto saltato di martedì scorso, il caso tornerà in consiglio comunale e potrebbe arrivare l’altolà dell’Udc: serviranno 14 voti favorevoli per approvare l’emendamento di Vitale. Se la proposta passasse, la tassa di soggiorno non sarebbe soltanto a carico dei turisti in vacanza a Chieti ma anche sui migranti ospitati al Villaggio della Speranza di Brecciarola e nella casa di accoglienza Mater Populi Teatini in via de Lollis. C’è attesa per le mosse dell’Udc: i consiglieri sono considerati vicini a suor Vera D’Agostino che gestisce il Villaggio della Speranza e alla curia.
Il M5S, intanto, bolla la proposta come «un’iniziativa propagandistica e connotata da profili di dubbia legittimità» e annuncia il voto contrario: «Siamo perfettamente consapevoli», dicono i consiglieri Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo, «del peso socio-economico rappresentato dalle strutture di accoglienza dei migranti sul territorio dei Comuni ma allo stesso tempo non riteniamo possibile introdurre la tassa di soggiorno a carico dei gestori delle strutture che li ospitano. Così facendo», spiegano, «la finalità della tassa risulterebbe totalmente snaturata e si introdurrebbe una illegittima estensione dei soggetti passivi incisi dal tributo visto che il decreto legislativo 23 del 2011 si riferisce solo ai soggetti che pernottano nelle strutture alberghiere e non anche a coloro che gestiscono queste strutture».
Argenio liquida l’iniziativa di Vitale come «un semplice copia e incolla di quanto già inutilmente proposto in altri Comuni italiani. Un’iniziativa spot peraltro illegittima che è ben lungi dal rappresentare una soluzione efficace ai problemi che le strutture di accoglienza dei migranti possono rappresentare per i territori. Per quanto riguarda la nostra città, visto che il fenomeno risulta essere ben più contenuto rispetto ad altre realtà, siamo decisamente più propensi a studiare delle soluzioni che possano condurre ad una reale integrazione delle persone che legittimamente richiedono asilo o rifugio e magari introdurre dei sistemi di controllo più stringenti sull’operato delle associazioni che gestiscono i centri di accoglienza, anche attraverso una maggiore collaborazione con la Prefettura, per evitare che chi lucra sulla pelle delle persone possa godere di benefici ed agevolazioni che riguardano anche i tributi comunali».

