TE Connectivity, calo produzione L’azienda: ecco il piano anti-crisi

SAN SALVO. La crisi dell'automotive non dà tregua. I prossimi mesi saranno critici per molte aziende. Alla TE Connectivity di San Salvo parte un piano per salvaguardare l'occupazione. Nei giorni...
SAN SALVO. La crisi dell'automotive non dà tregua. I prossimi mesi saranno critici per molte aziende. Alla TE Connectivity di San Salvo parte un piano per salvaguardare l'occupazione. Nei giorni scorsi nella fabbrica di Piana Sant'Angelo la direzione aziendale ha incontrato i rappresentanti delle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm. Bjoern Sperling, director operations Aut Emea e il direttore di TE San Salvo, l’ingegnere Antonio Scalella, hanno illustrato l’andamento mondiale del gruppo quello del sito produttivo di San Salvo.
«La direzione aziendale», annotano i sindacati, «ha comunicato che nei prossimi sei mesi ci sarà un forte calo delle commesse dovuto alla situazione di mercato dell’automotive». Per salvaguardare l'occupazione il calo verrà gestito attraverso i residui delle ferie e permessi degli anni precedenti che dovrebbero essere sufficienti fino a gennaio 2023. «Se questo contesto», hanno proseguito Fim, Fiom e Uilm, «dovesse continuare, l’azienda potrebbe far ricorso alla cassa integrazione. Tale situazione di difficoltà coinvolgerà sicuramente il primo semestre del 2023, con una probabile ripresa nel secondo semestre in base agli indicatori in possesso dell’azienda. Salvo situazioni al momento non prevedibili (effetti del conflitto bellico in Ucraina o pandemia), l’azienda confida di tornare a livelli accettabili nel 2024. La notizia positiva è che il sito produttivo di San Salvo rimane strategico soprattutto per i prodotti in silicone».
La dirigenza di TE Connectivity, in attesa e fiduciosa di una ripresa nel 2024, ha confermato ai sindacati gli investimenti in atto e quelli programmati, così da rendere più performante e tecnologicamente avanzato lo stabilimento di San Salvo. «Tra gli investimenti», rimarcano Fim, Fiom e Uilm, «oltre a nuovi pannelli fotovoltaici è prevista una maggiore automazione dei magazzini e investimenti sulla qualità. Al momento quindi non si prevedono problemi occupazionali». Fim, Fiom, e Uilm, seppure con tutte le riserve dovute alla crisi mondiale, «ritengono positive le notizie riportate dalla direzione aziendale e i progetti sul futuro dell’azienda e dal momento che la congiuntura vedrà penalizzati i lavoratori, hanno chiesto interventi per sostenere il loro reddito L’azienda, se pur in difficoltà, si è mostrata disponibile ad individuare degli interventi che possano venire incontro alle richieste del sindacato». (p.c.)
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