Teateservizi, in 25 senza stipendio Chiesto un incontro con il prefetto

Il curatore: «Prima dell’esercizio provvisorio, devo essere certo che ci sia una gara europea sui servizi» Le segreterie provinciali scrivono a Della Cioppa: «Ora serve definire le attività da mettere in campo»
CHIETI. A un mese dal fallimento di Teateservizi servono gli atti del Comune per sbloccare le richieste del curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco, che potrà così chiedere al tribunale l’esercizio provvisorio per i servizi che gestiva la partecipata, i parcheggi a pagamento e la riscossione dei tributi. L’esercizio provvisorio, a oggi, è l’unico provvedimento che in poco tempo permette di rimettere in moto i servizi della società e, soprattutto, far tornare al lavoro i 25 dipendenti. Ma per gli impiegati e le loro famiglie si avvicina una Pasqua senza stipendio. I sindacati non demordono e scrivono, ancora una volta, una lettera al prefetto Mario Della Cioppa: «Urgentissimo un incontro, bisogna definire concretamente le attività che vorrà mettere in campo».
L’ESERCIZIO PROVVISORIO Della richiesta dell’esercizio provvisorio se ne parla da più di un mese, o meglio da poche ore dopo la sentenza di fallimento del 21 febbraio. Una misura che solo l’avvocato Flacco, nominato dal tribunale, può chiedere al giudice. Ma per farlo «servono gli atti del Comune», spiega il curatore. Atti che certifichino che l’ente ha messo in moto l’iter per procedere alla gara europea per l’affidamento dei servizi. Dunque, se ci sono questi documenti Flacco non esiterà ad andare in tribunale per l’esercizio provvisorio. La riscossione delle tasse è congelata da un mese, ma è quasi certo che verrà chiesto l’esercizio provvisorio. Quanto ai parcheggi, il curatore aveva già espresso le sue intenzioni: «Non portano utili, o comunque in quantità molto risicata». Di conseguenza, il servizio viene reinternalizzato dal Comune, così come annunciato dal sindaco Diego Ferrara e dall’assessore alle Partecipate Massimo Cassarino in una nota stampa.
la lettera dei SINDACATI Le sigle sindacali, insieme alle Rsa, a mezzo stampa lanciano un appello a sindaco e curatore. «Chiediamo di essere aggiornati sullo stato dell’arte della vicenda», dice Smeraldo Ricciuti (Confsal funzioni locali), «rimane aperto lo stato di agitazione, non abbiamo ancora nessuna risposta certa che metta al sicuro i posti di lavoro». Da qui, Giuseppe Rucci (Fp Cgil), Simone Di Lanzo (Cisl Fp), Francesca Piscione (Felsa Cisl), Marco Angelucci (Uilfpl), Ernesto Magnifico (Uiltucs) e Smeraldo Ricciuti (Confsal Funzioni locali) hanno chiesto un nuovo incontro al prefetto «per definire le attività che vorrà mettere in campo Comune e curatore», si legge nella lettera, «per la ricollocazione del personale in forza dalla stessa società fallita e in sub-ordine alla gestione delle attività svolte in precedenza. La maggior parte dei lavoratori, essendo stati sospesi dall’attività, sono senza retribuzione dalla data della mancata omologa di concordato e della mancata corresponsione della 13esima mensilità, con le festività pasquali alle porte e, per tutto il personale somministrato con contratti scaduti il 29 febbraio, non si è avuta nessuna notizia in merito al reintegro in servizio».

